lunedì 28 dicembre 2009

Buon Anno da Aula365®







Le feste sono il momento ideale per esprimere in tutta allegria i nostri desideri per il prossimo anno”. Per questo, la famiglia di Aula365® ha scritto tutti i suoi desideri per il 2010 in un blog per condividerli insieme ai suoi amici.

I pensieri, gli auguri e i buoni propositi possiamo scriverli su una cartolina e inviarla ai nostri amici con una mail. Aula365® regala a tutti la possibilità di scegliere uno sfondo e sbizzarrirsi con i pensieri da condividere con tutta la comunità!

Da questo blog parallelo comunichiamo a tutti nostri amici il nostro proposito per il nuovo anno: continuare a lavorare per migliorare e arricchire la nostra comunità d’apprendimento!

Aula365® augura un felice anno nuovo a tutti!


lunedì 21 dicembre 2009

Buon Natale da Aula365®

Il blog scolastico di Aula365® che festeggia il Natale è all’insegna della creatività. Aula365® propone di creare un giocattolo da regalare ai propri amici e segue i suoi utenti passo dopo passo nella creazione dell’oggetto desiderato, basta solo scegliere il regalo giusto per la persona giusta!



Il regalo più originale che si possa fare è da sempre quello costruito con le nostre mani; pensiamo se fatto con le mani dei nostri piccoli, con la loro creatività, la loro fantasia, il loro impegno, e la loro inimitabile spontaneità e purezza.

Siamo curiosi di vedere cosa costruiranno i nostri bimbi e quali saranno i loro commenti a questo blog. Per chi invece avrà l’onore di vedere il suo bimbo che si diverte nel creare i regali di Natale, saremmo felici se ci raccontaste i pasticci che combinerà con colla e pennarelli!

Buon Natale a tutti voi da Aula365®

giovedì 10 dicembre 2009

Giornata Mondiale dei Diritti Umani




Oggi 10 Dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani in ricordo della Dichiarazione Universale dei diritti umani proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 1948. Aula 365 ha dedicato a questo giorno un blog tutto da commentare.

Nel corpo del blog, infatti, si parla non solo dei vari diritti civili, politici, economici, sociali e culturali di cui ogni uomo gode, ma si pone l’accento anche sul dovere di assicurare tali diritti e di garantirne il libero esercizio. Tale discorso è valido non solo per le istituzioni politiche, economiche e sociali, ma va esteso ad ogni singolo uomo.

Il blog si chiude con una frase significativa: “La storia è ricca di esperienze volte alla diffusione di una cultura del rispetto della dignità individuale; senza dubbio non dobbiamo dimenticare che sta a noi vigilare e difendere i diritti propri e altrui perché,ogni giorno, i diritti umani siano rispettati in qualunque parte del mondo”. Un invito dunque a riflettere con i nostri bambini sui gesti che compiamo quotidianamente, perché possiamo dare il giusto valore a tutto ciò che la nostra storia ha fatto e farà per noi.




venerdì 4 dicembre 2009

Aula 365 lavora senza sosta!

Uno dei principali obiettivi di Aula 365 è quello di rendere il portale sempre più adatto alle esigenze di tutti: bambini, insegnanti e genitori.
Per comprendere quali siano i vostri bisogni, oltre al blog con il quale potete in qualsiasi momento dare dei validi suggerimenti, Aula 365 ha pensato di ottenere il vostro parere somministrando un questionario.

Se siete registrati al sito Aula 365, probabilmente avete ricevuto un’e-mail due settimane fa contenente il link che rimanda al questionario. Il questionario una volta compilato, oltre a dare la possibilità a chi risponde di vincere un bellissimo kit natalizio di Aula 365, rappresenta uno strumento molto utile per capire il vostro livello di soddisfazione nei confronti della piattaforma. E non solo, grazie ad alcune domande a risposta aperta, è possibile inserire dei suggerimenti relativi ai contenuti del portale.
La filosofia di Aula 365 è incentrata sull’innovazione; da sempre infatti il portale si occupa di stare al passo con i tempi dedicando un’attenzione particolare ai bambini che sono gli indiscussi protagonisti della piattaforma. La creatività dei piccoli è ciò che sta più a cuore al portale e creare nuovi spazi interessanti è uno degli scopi principali: Aula 365 si propone di perfezionarsi costantemente per essere un luogo sempre più sicuro e stimolante.

Se non avete risposto al questionario e volete aiutare il portale nella sua ricerca, basta cliccare il link
E’ importante per un portale all’avanguardia come Aula 365 aggiornarsi in continuazione e per farlo in modo intelligente deve capire prima di tutto le esigenze dei suoi utenti.
L’innovazione è possibile anche grazie al vostro contributo: potete costruire insieme a noi il futuro dei vostri bambini!

giovedì 3 dicembre 2009

Bambini e AIDS: un'informazione corretta




Quanto ne sa un bimbo del virus Hiv? Come possiamo spiegare ai nostri alunni e figli cosa significa “immunodeficienza”? La giornata internazione per la lotta all’AIDS ha destato l’interesse di insegnanti e genitori che si sono trovati di fronte alle domande dei più piccoli senza essere pronti alle risposte.

La natura del problema che ci poniamo nasce dal trovare le parole giuste per far capire di cosa si tratta, ma anche e soprattutto dall’esigenza di sensibilizzare la riflessione sull’argomento. Non dimentichiamo che milioni di bambini in Africa nascono già affetti da questa malattia, quindi è anche giusto mettere al corrente i più piccoli riguardo a questa situazione, dandogli gli strumenti per capire, riflettere e rendersi operativi. Lo strumento giusto? L’informazione!

Per capire il livello di conoscenza e consapevolezza sul tema AIDS tra i bambini, Aula 365 ha proposto una sorta di sondaggio su un blog specifico. Dalla stessa fonte potrete attingere tutte le informazioni necessarie per spiegare nel modo corretto e con parole consone cosa è il virus Hiv. Un dibattito è già aperto tra gli utenti della community; un invito caloroso ad animarlo ulteriormente e a contribuire ad una giusta e corretta informazione.


giovedì 26 novembre 2009

Critiche alla Lim

Nel nostro blog di Aula365 è già da qualche mese che vi aggiorniamo sulle vicende che riguardano il mondo scuola con tutte le sue novità, azzardando delle ipotesi o dei suggerimenti che riteniamo servano, e non poco, al miglioramento dell’apprendimento da parte degli studenti, oltre che all’istituzione scolastica stessa.

Ci siamo già soffermati sull’importanza della Lavagna Interattiva Multimediale, sulla sua funzionalità, sulla sua utilità, sui miglioramenti che possono portare, finalmente, ad una scuola digitale. Abbiamo spiegato che è un metodo semplice da usare: in pratica come una vecchia lavagna che noi tutti conosciamo. Ma con qualcosa in più, tra cui la possibilità, eccellente, di salvare le spiegazioni dei professori e rivederle quando e dove si vuole. Un espediente perfetto sia per i ragazzi universitari che per le scuole elementari.

Ma anche la LIM non è immune da critiche, infatti alcune persone ritengono inutile, se non uno specchietto per le allodole, il passaggio alle Lim. Sul blog di Gianni Marconato si spiega il perché: l’abbandono delle vecchie lavagne può essere considerato un facile espediente per illudere la comunità di un effettivo miglioramento del sistema scolastico. Sempre nello stesso articolo si auspica, però, all’uso del pc e di internet. Strumenti sotto il naso di tutti, a costo minimo e pronti all’uso. Come è d’altronde Aula 365.

E voi? Da che parte vi schierate? Considerate le Lim un lusso o una fonte di sicuro apprendimento? Attendiamo il vostro parere.

Davide Paolino

martedì 24 novembre 2009

Una LIM per avvicinarsi agli studenti

Avrò letto un migliaio di post, documenti e commenti
vari sull’argomento LIM, che non hanno solo provveduto ad accrescere la mia consapevolezza sull’evoluzione della scuola, nonché sull’avvento della scuola digitale, ma mi hanno fatto riflettere sulla percezione che i bambini possono avere di ciò che sta accadendo.

Un dubbio che mi sorge sulla digitalizzazione della scuola riguarda l’età dei soggetti a cui è stata presentata o sta per essere svelata la nuova realtà. Il problema che mi pongo parte dal dato di fatto che le LIM e tutte le tecnologie annesse sono state diffuse a partire dal basso, ossia dalle scuole elementari e solo in una seconda fase la scuola digitale apparterrà alle scuole secondarie di primo grado. Questo è avvenuto in Inghilterra, dove la diffusione delle LIM è partita nel lontano 2000, e questo non sta avvenendo in Italia otto anni dopo.


Mi viene da chiedere se non sarebbe meglio portare internet e le tecnologie della LIM anche nelle scuole primarie, dove mediante l’uso delle nuove tecnologie in classe gli insegnanti potrebbero avvicinarsi meglio al mondo dei loro alunni, specie al loro linguaggio e al loro modo di trasmettere emozioni e conoscenze. Perché dunque parlare di scuola digitale e fermarsi alle scuole secondarie? Perché non portare le new technologies  anche nelle scuole primario?

Fondamentale è penetrare il mondo di ragazzi in età adolescenziale per trasmettergli valori di vita importanti. La formazione e l’impronta che lascia una scuola primaria incide in modo non indifferente sugli atteggiamenti di quelli che saranno ragazzi. Perché non fare tutto ciò con i mezzi adeguati?

mercoledì 18 novembre 2009

Risponditori automatici: quantificatori dell’apprendimento?

Ho raccontato ai membri del network La scuola che funziona della nostra esperienza alla fiera “ABCD di Genova” e da qui è venuta fuori una discussione sui risponditori automatici associati alle LIM. Più che raccontarvi cosa sia un risponditore automatico vorrei riflettere sulla loro utilità ai fini dell’apprendimento e della didattica.

Un risponditore automatico, conosciuto anche come sistema di “risposta dell’audience”, è una sorta di mini telecomando che dispone di una tastiera alfanumerica ed è collegato ad un pc. In classe vengono utilizzati per consentire agli studenti di rispondere da posto, senza alzarsi o parlare. I risultati ottenuti dalle risposte vengono proiettati sulle LIM e con appositi software si possono ricavare statistiche relative all’esattezza delle risposte o alle manine più veloci, modello “chi vuole essere milionario”.

I risponditori automatici sono considerati ottimi strumenti per la valutazione: facilitano il lavoro dell’insegnante nella raccolta delle risposte, si possono utilizzare per piccoli test di verifica della comprensione a fine lezione, ecc. Una tecnologia, dunque, che facilita la didattica, ma va considerato il lato studente/ apprendimento; i risponditori possono essere intrinsecamente motivanti, considerando che incrementano l’interazione dello studente, oppure possono far percepire allo studente che non è l’unico a sbagliare grazie al fatto che i risultati vengono proiettati su uno schermo.

Tutto bello, ma pensate a cosa diventa una classe con i telecomandi in mano ai bambini? Un chi vuole essere milionario” divertente e istruttivo o un luogo dove automi che non parlano concorrono per l’apprendimento e la stima dell’insegnante? Quanto sono utili questi strumenti per l’apprendimento delle nozioni scolastiche? Possono essere definiti  “quantificatori del sapere trasmesso agli studenti”? Meglio solo un software divertente ed educativo o un mondo digitale a 360°?

venerdì 13 novembre 2009

Esperienze didattiche in rete: un network di insegnanti

A dispetto di quanto scritto nel post precendente sugli insegnanti non-informatizzati, oggi vi presento una stupenda community di insegnanti molto attivi su internet e sicuramente non in difficoltà con il pc.
Il ning “La scuola che funziona” è un network di docenti che “hanno a cuore la scuola italiana” e vogliono migliorarla raccontando esperienze di chi la scuola la fa e la vive per professione e passione.


Ogni docente ha una propria pagina personale, chatta, segnala eventi, scrive post e soprattutto partecipa al forum. L’arma vincente è proprio questa: la discussione, il dibattito e il confronto. Tutte le personalità che confluiscono sul ning hanno delle storie da raccontare, esperienze di vita vissuta che si intrecciano per costruire una scuola migliore. E i dibattiti si fanno accesi quando si parla di tecnologia e scuola: tutti si dimostrano grandi sostenitori della nascente scuola digitale, e ripongono fiducia nelle mani dei docenti che manovrano le tecnologie, perché siano usate per trasmettere emozioni e conoscenze.

L’opinione condivisa riguardante l’uso delle tecnologie a scuola è quella che sosteniamo anche in questo blog: i bambini di oggi sono nativi digitali e una scuola digitale si rende indispensabile per penetrare il loro mondo e il loro linguaggio. Tuttavia, restano altrettanto indispensabili le capacità educative che ogni insegnante deve avere; più che di competenze informatiche si tratta di abilità didattiche e di pura empatia.

Con l’augurio che la community di “La scuola che funziona” possa crescere, chiudo il post come di consueto con uno dei miei interrogativi: vedremo realizzata la chimera di un ambiente digitale consono all’evoluzione dei nostri ragazzi? E gli insegnanti sapranno seguire in massa i nuovi fenomeni digitali?

giovedì 12 novembre 2009

Gli insegnanti confondono l’hard disk con un gruppo rock. Cosa faranno con una LIM in classe?

Le LIM stanno arrivando in tante scuole del bel paese, il progetto classi 2.0 è attivo in altrettante classi, tutto è pronto per il decollo della scuola digitale, ma sapete che tanti insegnanti ancora non hanno fatto il biglietto per il volo? Sapete che tanti docenti confondono l’hard disk dei pc con un gruppo heavy metal e notebook con facebook?

È nata una risata dalla lettura dell’articolo apparso su Edutech che racconta di una ricerca condotta su 1072 insegnanti, di età compresa fra i 30 e i 70 anni, intervistati con lo scopo di comprendere quanto fossero diffuse le conoscenze informatiche tra i docenti. I risultati ottenuti rilevano che un docente su cinque non usa mai il computer, ma otto su dieci navigano per informarsi e incontrarsi su facebook.

L’opinione più diffusa tra il mondo dei prof è che internet e la tecnologia siano indispensabili se utilizzati in maniera intelligente e per intenti formativi e educativi. Ritengono tutti importante una formazione rivolta in primis alla classe docenti sull’uso dei nuovi strumenti per la didattica, quali LIM, lo stesso pc e il web. E il tutto si rende indispensabile se pensiamo che il 44% degli intervistati confonde l’hard disk con cd e dvd o lo definisce un gruppo heavy metal; oppure il 19% ritiene che un notebook sia la stessa cosa di facebook; e per finire solo il 62% sa che Outlook è il programma di posta elettronica, gli altri lo associano a significati come “fuori moda” o addirittura la tecnologia che sta alla base dei navigatori satellitari.

I risultati della ricerca pubblicata da Edutech ci fanno riflettere sulla reale necessità di diffondere maggiori informazioni sugli argomenti come “scuola digitale”, “didattica & tecnologia”, “strumenti 2.0”, non trascurando nozioni come computer, hard disk e Outlook. Migliorerà la situazione con l’introduzione delle LIM in tutte le scuole? Gli insegnanti ancora ostili alle new technologies riusciranno a comprendere che con questi strumenti si può migliorare la didattica e avvicinarsi di più al mondo dei ragazzi?  E soprattutto, come useranno questi strumenti?

giovedì 5 novembre 2009

Il blog della settimana: bambini inventori

Sapete che tanti oggetti che usiamo quotidianamente sono stati inventati da cuccioli di uomo?
Ebbene Aula 365 questa settimana ci propone una riflessione proprio su questo argomento. Il blog “Bambini inventori” si propone di stimolare la fantasia dei più piccoli e dedicargli uno spazio dove raccontare e disegnare cosa stanno inventando.

Esistono dei programmi televisivi dedicati ad argomenti simili. Ricordiamo “L’Albero azzurro” che ha accompagnato l’infanzia di molti di noi, o l’odierno “Art Attack” che si propone di aiutare i bimbi nella fase della costruzione di oggetti e disegni. Il blog che propone Aula 365, invece, vuole dare spazio ai piccoli inventori della community e agli ospiti, così da costruire insieme il laboratorio della fantasia secondo le regole del web 2.0. Tutto è all'insegna della partecipazione, della condivisone e dello scambio di opinioni.

I bambini inventori sono quelli che sviluppano le loro capacità per creare e risolvere problemi. Liberiamo la loro fantasia, facciamo crescere la loro autostima, ascoltiamoli e regaliamo loro spazi adeguati in cui poter essere se stessi.

martedì 3 novembre 2009

La scuola 2.0 di Aula 365: un secondo video illustrativo


Aula 365 non è solo un portale ricco di contenuti ma è anche un’importante risorsa per la socializzazione, la condivisione di contenuti e la partecipazione attiva del bambino nel processo di conoscenza. Esiste, infatti, una sezione dedicata ai blog dove settimanalmente la redazione di Aula365 stimola il dibattito su argomenti diversi. Indispensabile si rivela la presenza del Prof. virtuale, il docente che risponde alle domande e ai mille perché che si pongono i bambini.

Altra importante risorsa etichettabile come 2.0 è la wiki interna al sito di Aula 365 che favorisce la collaborazione della comunità alla creazione e alla condivisione della conoscenza. I bambini, gli insegnanti e i genitori possono costruire insieme pezzo dopo pezzo la propria cultura e quella degli amici di Aula 365.

Una spiegazione dettagliata delle risorse 2.0 la trovate nel video sottostante girato alla Fiera Dire e Fare di Firenze da me alla nostra Daniela.
Buona visione!



lunedì 2 novembre 2009

Un video per mostrarvi Aula365

Alla fiera Dire e Fare di Firenze abbiamo avuto modo di utilizzare Aula365 sulla LIM, la Lavagna Interattiva Multimediale. Aula365 si è rivelata perfetta per la performance! Vista su uno schermo ampio, immaginandola in classe con i bimbi, e vedendo muovere i personaggi della community con la famosa penna digitale è stata una vera esperienza della scuola digitale!

Ne abbiamo approfittato anche per girare una serie di video illustrativi che abbiamo caricato su youtube dal nostro canale Aula365italia. Nella spiegazione abbiamo suddiviso il portale in due aree: una a carattere contenutismo relativa ai filmati, alle infografie, alle biografie e ai fumetti, e una più orientata al web 2.0, relativa alla sezione “mia aula”, che consente la personalizzazione della propria pagina, ai blog e alla wiki interna.

Eccovi il video  che ci spiega come è organizzata Aula365:


giovedì 29 ottobre 2009

In diretta da "Dire e Fare"

In diretta da Firenze vi mostriamo le foto della presentazione di Aula365. La nostra Daniela Nicoletti, aiutata da Agostino Felice, ci illustra come il portale sia efficace se utilizzato a lezione con un semplice proiettore o con la LIM (come nelle foto).





Restyling per il sito della Silva ICT





Lavori in cantiere alla Silva ICT: stiamo operando al restyling del sito! Abbiamo cercato di dare un tocco di vita alla nostra vecchia vetrina, mantenendo i colori del logo e donando ai nostri futuri visitatori maggiori infomazioni.

La sezione dedicata ad Aula 365, per esempio, è completamente rinnovata. Vi parliamo dei motivi per cui scegliere Aula 365 -che voi lettori del nostro blog già conoscete- di tutte le riviste che hanno parlato di questo fantastico prodotto, e dei clienti che lo hanno già adottato.

Non conoscete però PAD, un altro prodotto distribuito dalla Silva ICT altrettanto interessante, ma rivolto ad un pubblico diverso rispetto ad Aula 365. PAD è l'acronimo di "Programma di Alfabetizzazione Digitale", ossia  un software che consente a tutti, esperti e meno esperti, di apprendere le principali nozioni sull'uso del pc. Utilizzabile sia in modalità on line che off line, PAD è un ottimo trampolino di lancio per chi con il pc vuole crescere, vivere e fare business.

Tutto ciò che troverete sul nuovo sito vuole trasmettere i concetti chiave su cui si basano le nostre idee: educazione, alfabetizzazione digitale e e-learning. A breve ci saranno altre novità che abbelliranno la nostra vetrina.

Ora non ci resta che augurarvi buona navigazione in attesa di vostri commenti, opinioni e consigli.

lunedì 26 ottobre 2009

Aula365 a "Dire e Fare"

Nel terzo millennio i nostri comuni, provincie e regioni procedono ancora lentamente con le moderne tecnologie. Internet e il pc sono gli strumenti più utilizzati e più importanti nella Pubblica amministrazione ma siamo ancora legati a migliaia e migliaia di elementi cartacei e odiose trafile burocratiche. Ma, per fortuna, qualcosa sta cambiando.

Importante notizia per quest'argomento è la rassegna "Dire e Fare" promossa dalla regione Toscana e dedicata alle buone pratiche di modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Ovviamente Aula365 ne farà parte. Sarà allestito uno stand dedicato alla scuola, dove simuleremo un'esperienza di processi didattici supportati dalle tecnologie dell'e-learning. Aula365 continua a farsi notare e si prospetta, sempre più, uno strumento utile e innovativo per l'apprendimento.

La cosa curiosa è che chi parteciperà alla fiera si troverà in una città tecnologica, dove i luoghi del vivere comune sono trasformati in spazi laboratoriali in grado di dematerializzare la nostra esperienza quotidiana con le pubbliche amministrazioni.

Vi invitiamo a partecipare e a portare i vostri bambini verso la "nostra scuola digitale".

Saremo a Firenze Fortezza da Basso
Viale Filippo Strozzi, 1
Orario di apertura
mercoledì 28 dalle ore 15.00 alle ore 18.00
giovedì 29 e venerdì 30 dalle ore 9.00 alle ore 18.00
sabato 31 dalle ore 9.00 alle ore 13.00

Davide Paolino

venerdì 16 ottobre 2009

Tecnologia: strumenti per l'integrazione scolastica

La Lim favorisce l'integrazione di bambini disabili ed è un'ottima arma contro la dispersione e il disagio. Lo grido forte e chiaro perchè stamattina ho letto e raccolto un po' di testimonianze sull'uso della LIM e delle tecnologie e mi sono resa conto che le mie idee sono confermate da molti insegnanti e genitori.

Vi racconto una serie di esperienze di scuole e ragazzi che hanno sperimentato l'uso della Lim e in generale delle tecnologie.  Leggete per credere e commentare:

L'uso costante della LIM, "lavagna interattiva multimediale", aiuta a soddisfare le proprie curiosità su Wikipedia, a disegnare o a studiare insieme la geografia (e il ragazzino appena tornato dalla visita ai familiari in Romania può mostrare ai compagni la casa di sua nonna su Google Earth).

“Sono a casa ma sono a scuola: una webcam per partecipare”. Un pc e una connessione Internet audio-video permettono ad Alessandro, spesso costretto a casa da una grave atrofia muscolare spinale, di seguire le lezioni e chiacchierare coi compagni come fosse in mezzo a loro.

La tecnologia è un'arma contro il disagio e la dispersione. È il caso del laboratorio musicale messo in campo alle medie Pavoni, al Quadraro: si suona la chitarra, si improvvisa, si compone musica che dalla tastiera passa sul computer, dove la melodia viene mixata con effetti elettronici, o trasferita direttamente su un pentagramma e resa disponibile come base per il karaoke. Il tutto tramite software open source.

La tecnologia in questi casi ha aiutato a mantenere legami, ad accendere la curiosità e a favorire l'integrazione di bambini diversamente abili. Lo immaginavate che una macchina a volte potesse fare più dell'uomo?
Sveglia ragazzi: il futuro è oggi!

Antonella D'Alessio

giovedì 15 ottobre 2009

Il progresso è dietro l'angolo, tocca a noi raggiungerlo

Finalmente, alcune scuole italiane si sono adoperate per migliorare e modernizzare i propri impianti. Nelle scuole medie statali di Livorno, precisamente “Borsi” e “Mazzini”, i ragazzi quest’anno si sono ritrovati in classe con una bella e felice novità: ogni aula aveva la propria LIM e ogni alunno aveva il proprio notebook personale sul banco. Un miglioramento che porta i ragazzi a non sottovalutare l’importanza della tecnologia che, oltre a far divertire, può essere anche sinonimo di cultura. La possibilità di ricevere informazioni direttamente sul proprio portatile.

La modernità di recuperare le lezioni anche da casa è un enorme e importante successo che la scuola italiana deve, appunto, conseguire. Puntiamo quasi alla fine di questo decennio fatto di grandi cambiamenti e di un progressivo utilizzo, sempre più elevato, della tecnologia. E, per ciò, ci chiediamo: e’ possibile scrivere ancora, in classe, nelle nostre scuole, con una lavagna e un gessetto? La risposta è no. Tutto muta e tutto si deve modernizzare!

Davide Paolino

Lettera di un nativo digitale


Mi chiamo Spack e vivo una vita on-line. Cerco in rete musica, amici, novità.
Mi definiscono nativo digitale perché invece che sotto un buon vecchio cavolo sono nato
sotto un bel nuovissimo pc.
La tecnologia è il mio pane quotidiano ed una scuola più tecnologica potrebbe diventare la mensa adatta al consumo dei miei pasti.
In tanti mi chiedono di descrivere la scuola che vorrei …e io la immagino così.

Vorrei una scuola in cui l’aula tradizionale con banchi, cattedra e pareti lasci il posto ad un ambiente senza confini nel quale l’informatica non sia una tra le tante materie bensì lo strumento che permetta l’apertura verso il mondo.
Nella scuola che vorrei i prof non impongono il sapere dall’alto della loro pedana ma camminano tra i banchi in cerca del contatto e non come esseri superiori ma come uomini o donne alla pari che avvicinano la loro realtà, la conoscenza, alla nostra realtà, la tecnologia…per far si che da questo incontro nasca la voglia di imparare.


La scuola che vorrei non è quella dell’obbligo ma è quella del diritto, una scuola in cui smettere di sentirsi sudditi ribelli per diventare persone consapevoli e felici del proprio diritto all’istruzione.
Questa è la scuola che vorrei…qualcuno mi dice che in tanti stanno lavorando per renderla possibile…se così fosse la scuola che vorrei smetterebbe di essere una idea per diventare la scuola del futuro!

mercoledì 14 ottobre 2009

Risorse in rete: matematica e scienze

Per gli amanti della scienza e della matematica, ma anche per chi ci litiga spesso con le materie scientifiche, oggi segnalo due blog interessanti.

Partiamo dalla matematica, una materia che dà dei grattacapi un po' a tutti, anche ai piccoli Einstein della classe. Il blog della Prof.ssa Annarita Ruberto, "http://lanostramatematica.splinder.com/", offre una vasta gamma di informazioni e materiale per aiutarvi con numeri e figure geometriche. La cara Prof. ci segnala software da scaricare sul pc, materiale didattico da consultare e learning object.

Per la scienza, invece, può essere utilie "scientificando", un altro blog della prof.ssa Ruberto. Anche qui si trovano materiali didattci, learning object e tool.

Navigando questi blog ripenso alla mia scuola, quando per reperire e capire lezioni di matematica dovevo cercare l'Einstein della situazione che riuscisse a trasmettermi qualcosa, possibilmente in modo divertente. Con la digitalizzazione del materiale didattico, invece, è più semplice trovare chi ti spiega in modo coinvolegente e divertente una lezioncina. E poi, al pc comunichi con il mondo e non con un solo Einstein!

Antonella D'Alessio

martedì 13 ottobre 2009

I gesti naturali della LIM

Usare la LIM significa compiere gesti naturali facendosi aiutare dalle macchine intelligenti. Non stiamo a dire che una lavagna con il gessetto classico è un oggetto "poco intelligente", ma non è certo usabile con la stessa praticità che ci offre la tecnologia.

In classe con la LIM si può cambiare velocemente foglio, convertire la propria scrittura in testo digitale, e di conseguenza non perdersi in tempi lunghi per la correzione. È possibile creare archivi di materiale didattico che tutti gli insegnanti possono condividere e riutilizzare per lezioni interdisciplinari.
Per gli studenti ciò significa che i giorni di assenza possono essere recuperati con l'invio tramite mail del materiale didattico prodotto in classe.

La condivisione di materiale didattico supera i confini dell'Istituto scolastico. Esistono, infatti i "Learning object", materiali didattici scaricabili da una "Libreria nazionale virtuale", contenenti simulazioni interattive e test di valutazione mirati ad individuare e colmare specifiche carenze degli alunni.

Infne, ricordo che i gesti naturali con cui è possibile partecipare alla lezione con la LIM facilitano anche l'integrazione degli alunni diversamente abili nelle classi. Muovere la penna digitale per spostare i contenuti sullo schermo o proiettare il testo di una canzone che si ascolta, ma che non tutti possono udire, è qualcosa che non si riesce a fare con gli strumenti tradizionali. Vi sembra poco?

Comics e Graphic Novel

Il nostro blog di Aula 365 continua a raccontarvi piccole nozioni sul fumetto e sull'incredibile mole di aneddoti e curiosità che esso contiene. Seconda parte del nostro viaggio sulle diverse culture mondiali nell'universo fumettistico. Oggi vi parleremo dell'America, sempre piena di talenti e di buone idee, e della Francia, vicina e molto attenta alle nostre pubblicazioni.

In America la cultura del “comics”, così viene chiamato, è elevata. Molti sceneggiatori cinematografici si fanno le ossa con le avventure tipicamente super-eroistiche che si trovano in fumetteria. Questo successo mondiale si deve, soprattutto, a Stan Lee. Creatore dell’Uomo Ragno, dei Fantastici 4 e di molti altri supereroi che vivono e, soprattutto, deliziano l’infanzia e non solo di milioni di lettori. Ma non di soli albi mensili vive il popolo americano. Molto quotati, nonché reputati eccezionali capolavori, sono le graphic novel ovvero avventure che durano lo spazio di un solo volume che può essere di poche o centinaia di pagine. Alcuni esempi: “300”, “Sin City”, "Watchmen".

In Francia è molto più diffusa quest’ultima tipologia piuttosto che l’albo da edicola di serie come lo vediamo in Italia. E riscuotono notevole successo anche le opere importate dal nostro Paese. Infine è accaduto, molte volte, che alcuni nostri autori sono diventati delle vere e proprie celebrità in terra francese, per far notare che la fuga di talenti non avviene solo in ambito scientifico.

Davide Paolino

lunedì 12 ottobre 2009

A proposito della LIM

Una discussione sulla LIM merita più di un semplice post. A noi che crediamo in una scuola rinnovata, non può non stare a cuore un simile argomento. Proviamo a porci qualche domanda in questo post.

La fondatrice del gruppo di Aula365 su Facebook, la Prof.ssa Rosangela Mapelli, si chiede, se la LIM sia uno strumento che può distrarre gli studenti, data l'interattività che consente. Di certo desta curiosità nei bambini, anche solo per il fatto che è un oggetto elettronico. Tutti da piccoli abbiamo provato a vedere cosa ci fosse nel telecomando, ma è anche così che abbiamo provato a farlo rifunzionare! Perchè allora non stimolare la curiosità dei più piccoli per ricavarne qualcosa di "costruttivo"?

Una domanda fondamentale in merito è: possiamo considerare la LIM uno strumento che naturalizza l'interazione? La risposta potebbe essere affermativa. Consideriamo che i bambini e gli insegnanti non si servono di mouse, fili e tastiere per generare collaborazione, bensì si usano le mani. Questo potrebbe significare che il contatto con ciò che si impara e si costruisce non è mediato, ma tutto avviene come se si stesse disegnando a mano, con la particolarità che si va molto al di là del disegno perchè usiamo tecnologie avanzate.


Ma la LIM riesce a stimolare gli anche gli insegnanti? Come credete si muovano i docenti cosidetti "vecchio stampo"? Credete sia in contrasto la riforma del maestro unico con quelle delle nuove tecnologie? Nel prossimo post e nei vostri commenti le risposte!

Uno sguardo sul mondo

L’arte del fumetto, così come il cinema, il teatro e tutta l’arte in se per se, è diversa da luogo a luogo, da città a città, da nazione a nazione. E, oggi, ci volevamo soffermare appunto sulle produzioni estere, un passaggio fugace su alcune realtà molto importanti nel panorama mondiale fumettistico. Ovviamente tutto ciò è parte integrante del nostro blog sul mondo della nona arte che Aula365 segue con molto interesse dato che, come abbiamo già detto, oltre che divertente, un fumetto, può essere anche molto utile.

L’arte delle nuvole parlanti è un enorme fattore di produttività in Giappone, America e Francia. Nel primo Paese è un successo che non avrà mai nessun eguale.
Nella terra asiatica nascono ogni giorno nuove serie, con migliaia e migliaia di giovani che sperano un giorno di scrivere o disegnare il prossimo successo mondiale. Qui, inoltre, moltissimi fumetti(chiamati manga) sono poi diventati cartoni animati, i cosidetti “anime”, alcuni esempi molto famosi oggigiorno sono “Naruto, Dragon Ball, One Piece, Detective Conan”. Piccola curiosità del mondo giapponese: i manga vanno letti da destra verso sinistra. Per un italiano è come leggere dall'ultima pagina fino alla prima. E' un fattore di originalità che rimane invariato anche quando il fumetto viene esportato. Infatti anche da noi, moltissimi manga giapponesi, mantengono inalterata la propria diversità.

Lo sguardo sul mondo continua domani per parlarvi della situazione americana e francese. Ovviamente sempre su Aula365.

Davide Paolino

venerdì 9 ottobre 2009

Vi presento la LIM

Molte scuole italiane iniziano l'esperienza delle LIM, una lavagna elettronica che permette a insegnati e ragazzi di partecipare in modo interattivo alle attività didattiche. In che modo si può interagire alla lezione? Ve lo spieghiamo in questo post.


La Lavagna Interattiva Multimediale è una periferica del computer, che collegata ad un pc e ad un proiettore consente di controllare il pc direttamente dalla lavagna.Toccando un'icona con la penna elettronica o con un dito è possibile compiere le stesse azioni che si fanno normalmente con il mouse.

Lo schermo della LIM diventa il computer di tutta la classe, dove sia insegnati che studenti possono usare un dito per collaborare alla costruzione della conoscenze.Immaginate un'interrogazione con la lavagna multimediale? E un disegno su cui tutti possono lasciare la propria traccia di colore? Un modo di collaborare decisamente rivolto alla partecipazione e alla collaborazione.

Dov'è la vera rivoluzione nella didattica? Nella velocità, la rapidità, la praticità di strumenti innovativi che cambiano in meglio le nostre abitudini.
Che i ragazzi siano abituati alle new technologies è un dato di fatto: un bambino su tre possiede una nintendo wii, un cellulare tuch screen e sa usare correttamente il pc. Ma gli insegnanti sono all'avanguaria? Quanti docenti hanno un proprio blog, sono attivi in rete e sono propensi all'uso delle tecnologie volte a migliorare all'apprendimento?
La scuola digitale non è una chimera, è la realtà, ma gli insegnanti sono pronti ad affrontarla? Ai lettori l'ardua sentenza.

giovedì 8 ottobre 2009

Calcolatrice si, calcolatrice no?


L’uso della calcolatrice nella scuola elementare non penalizza affatto l’apprendimento della matematica. A dirlo è il risultato di una recente ricerca condotta in America dalla psicologa Bethany Rittle Johnosn, del Peabody College di Vanderbilt.


Nonostante l’uso delle calcolatrici in Italia sia avvenuto con lentezza, a tutti noi nati negli anni ’80 sarà capitato di sentirsi dire da piccoli, almeno una volta: “la calcolatrice non si usa!”Mi sembra ancora di sentire la voce della mia maestra di scuola elementare che considerava questo apparecchio un congegno diabolico! E così non c’erano alternative: quaderno, numeri in colonna e tanta rassegnazione…ci veniva spiegato che dovevamo imparare a fare i calcoli da soli e che si trattava di uno strumento da utilizzare non prima della scuola media. Anche se questa spiegazione non ci convinceva, eravamo costretti ad accettarla!


Si trattava forse di un’“innocente intuizione”? Lo studio infatti rivela che tra i vantaggi della calcolatrice, strumento divertente per i bambini, c’è anche quello di ottenere un feedback immediato. Lo strumento, che è addirittura in grado di migliorare le prestazioni degli studenti più bravi, deve essere però evitato dai bambini meno bravi che potranno utilizzarla solo dopo lunghe esercitazioni!


Il mondo dei docenti si spacca chiaramente in due: da un lato i più tradizionalisti, che credono fermamente che la scuola debba incitare il bambino a cavarsela con le sue forze; e dall’altro i più innovatori che ritengono corretto l’uso di questo strumento, soprattutto perché rappresenta una fonte di divertimento.
Voi cosa ne pensate? Vi sentite più tradizionalisti o innovatori? Dite la vostra!

Paura e Mito

Seconda parte della storia di “Dylan Dog”, uno dei fumetti più popolari d’Italia. Vi rammentiamo che tutto ciò è parte integrante del nostro blog di Aula365 che continua a narrarvi aneddoti e novità sul magnifico mondo delle nuvole parlanti.

Avevamo promesso di raccontarvi l’esordio di Dylan in edicola che, sicuramente, non iniziò nel migliore dei modi.
Infatti, nel lontano Settembre 1986, Tiziano Sclavi creò la figura dell’ “investigatore dell’incubo”, una specie di detective un po’ anormale. Una sorta di acchiappafantasmi ma scettico, ex-alcolizzato, ex-poliziotto. Un “antieroe”, così venne chiamato. Ed era dura, in un’epoca di supereroi, convincere il pubblico italiano a quella novità così inaspettata. Il “papà” di Dylan era conscio che bisognava affrontare le edicole italiane, sperando in un buon risultato, anche se la casa editrice del fumetto, ovvero la Sergio Bonelli Editore, cercava principalmente, almeno, di pareggiare i costi della prima tiratura. E, il risultato, fu comunque sconvolgente.
Dylan Dog fu un disastro, ebbene si. Nelle edicole il fumetto non veniva comprato, poche copie di tutta le migliaia stampate furono acquistate. Dopo due settimane, la prima uscita stava rischiando di essere l’ultima quando, come nelle più antiche fiabe a lieto fine, il passaparola fece effetto tra i giovani e i meno giovani e, il successo fu eclatante e talmente inaspettato che la stessa casa editrice dovette ristampare il primo numero per soddisfare la mole di richieste impressionate avutasi improvvisamente.

Superata la paura iniziale, oggi la serie continua ad essere una delle più vendute in Italia, seconda solo a Topolino e Tex e, ancora oggi, rimane sempre un ottimo biglietto da visita per il fumetto nostrano. Grazie forse alla vervè umoristica di Groucho, spalla essenziale, basata su un grande attore del cinema in bianco e nero(Groucho Marx), alla figura dell’Ispettore Bloch, amico e confidente del nostro eroe. E, anche, alla miriade di personaggi e comprimari che, dal 1986, rendono questa serie unica, e che, con i suoi pregi e i suoi difetti, ci accompagna ogni mese nel mondo dell’horror. E, tra zombie, streghe e quant’altro, non perde occasione per insegnarci che il diverso non è sempre sinonimo di malvagità e che, talvolta, i veri mostri potremmo essere proprio noi.

Davide Paolino

mercoledì 7 ottobre 2009

Cronaca di un successo

Riprendiamo, con la terza parte, il nostro viaggio nel mondo fumettistico mondiale. Ricordiamo che tutto ciò è parte integrante di uno dei nostri blog di Aula365 più divertenti e continuiamo il nostro reportage parlandovi di un meraviglioso prodotto puramente italico: Dylan Dog.

Non fatevi ingannare dal nome inglese e anche dalle atmosfere di una Londra cupa e, quasi sempre, piovosa, Dylan è la bandiera del fumetto italiano. Insieme a Tex, ovviamente, ma più giovane, adatto ad un pubblico vasto che può spaziare dall’adolescente al manager, grazie anche alla sua moltitudine di generi che lo rende un fumetto avvincente, esaltante, che parte dall’horror (elemento cardine di ogni singolo albo) e spazia su centinaia di generi diversi. Dylan è poesia, avventura, mistero, giallo, e, sicuramente, colui che ha aiutato, negli anni 90, il fumetto italiano ad emergere sempre più dall’appellativo di “bene di nicchia”.

Altro fattore determinante fu il romanticismo che diventò determinante per l’avvicinamento femminile al personaggio, cosa che non si era mai avuta in Italia. Dylan era ed è un fumetto adatto alle ragazze che amano la sua personalità e il suo successo col gentil sesso. Precisiamo: non è un latin lover, lui si innamora sistematicamente di ogni sua conquista, un espediente che aumentò ancora di più l'entusiasmo del pubblico femminile e ciò portò l'investigatore inglese ad essere ciò che è oggi: ovvero un mito.

Un grande successo ovviamente è pregno di aneddoti. E vi raccontiamo che la storia di Dylan, in edicola, iniziò con una grande paura, per restare in tema di horror, ma di ciò parleremo nel prossimo post sui fumetti che sarà disponibile domani, ovviamente, sempre su aula 365.

Davide Paolino

mercoledì 30 settembre 2009

La fata dei numeri

Ciao ragazzi! Oggi per voi c'è una favola sui numeri. Ascoltate e commentate!
C'era una volta un castello incantato
dove la noia nessun bambino ha incontrato.
era una valle felice e spensierata
dove i fanciulli mangiavano sempre cioccolata.

L' istruzione era importante
ed i giorni passavano allegramente.
Un giorno però una strega invidiosa
sulla valle il suo sguardo posa
e decide davanti alla sua sfera
di cambiare l'atmosfera.

Cosa più amata da tutti i bambini
erano i numeri grandi e piccini
la strega allora capì il da farsi
e la cosa più preziosa volle portarsi.

Il sole crebbe e i bambini si alzarono
ma la brutta sorpresa non si aspettavano:
aperti i quaderni dove gli amati numeri riposavano
si resero conto che più non esistevano.

Gonfi di lacrime e di disperazione
urlarono alle mamme la brutta situazione
e la regina del malfatto avvertita
cercò la soluzione dal pericolo assalita.

Unica soluzione che rimaneva
era cercare di corsa la fatina dei numeri dove dormiva
solo lei potevano riuscire a riportare
gli amati numeri di nuovo nel reame.

La fatina cercò il colpevole tramite la sua sfera
e guardando l'immagine capì chi era
subito partì sul suo cavallo alato
per risanare il danno causato.
Riuscì con un incantesimo a scacciare la strega
senza lasciargli nessuna tregua;
la strega cattiva impaurita da tanto potere
scappo lasciando i numeri cadere.

Tornata trionfante verso le splendide lande
tutti i bambini la circondarono in un abbraccio grande.
Ridiede a loro i cari numeri
che per magia furono liberi
di ritornare in mezzo ai fanciulli
tra risate, corse ed urli.

Finalmente il pericolo era passato
e tutto alla normalità era tornato
ricominciare a enumerare le tabelline
fu una delle cose più carine
ed abituati al suono dei per e dei divisi
furono sempre pronti e mai derisi.

Ciò che la fatina vuole insegnare è che
i numeri servono nella vita reale
perché chi conta sa contare.

Autrice: Antonella Tagliarini

martedì 29 settembre 2009

L'arte di educare divertendo

Continua il nostro excursus a tappe nella storia del fumetto. Nel post di oggi, che fa parte di uno dei nostri innumerevoli blog ci soffermiamo su un pezzo fondamentale dell’editoria italiana, su cui sono state basate le fondamenta di molte delle pubblicazioni che abbiamo avuto in sessant’anni e più di storia del fumetto italiano.

Cosa hanno in comune il compianto Enzo Biagi, Luciano Benetton, Gianluca Vialli, e Alessandro Baricco? Sono alcuni tra i tanti personaggi famosi cresciuti con un prodotto, tipicamente italiano, che ha regalato un’infanzia felice e costruttiva per molti adulti di oggi.

Infatti, nel nostro Paese “Topolino” è un’istituzione. Ovviamente non parliamo direttamente di Mickey Mouse, il topo più famoso del mondo, ma del settimanale edito dalla Walt Disney Company Italia. Il formato del libretto che noi tutti conosciamo è stato introdotto nel 1949 e, proprio in questi tempi, festeggia il sessantesimo anno di vita. E appunto, da oltre mezzo secolo, ci fa divertire, sognare e soprattutto imparare. Ricordando che i quattro nomi citati prima scrissero tempo fa alcune avventure entrate sicuramente nella mente dei bambini e non dell’epoca, precisando che imparare con divertimento non è difficile, basta solo trovare dei buoni “insegnanti”.

Nel mondo delle nuvole parlati esistono, comunque, molteplici supposizioni, giuste o sbagliate. Da fuori, ovvero da estranei a quel mondo fatto di vignette e balloon, scrivere storie di paperi e topi per bambini sembra sia una cosa banale, semplice, un lavoro senza problemi, niente di più sbagliato.
Fin dalla sua creazione il giornalino si è sempre prefissato un obiettivo: divertire tre generazioni di lettori, il risultato è visibile ancora sotto gli occhi di tutti. Quasi 2800 numeri all’attivo, un successo ancora enorme e, soprattutto, ancora oggi, l’albo a fumetti più venduto nel nostro paese con punte di 250.000 copie settimanali.
Questi risultati non sarebbero mai stati possibili senza uno staff capace di elaborare, con tutta la sapienza italiana, un prodotto estero e destinato ad un pubblico, principale, così difficile: i bambini.

Infatti, oggigiorno, essere chiamati a far parte della squadra della Disney Italia, per molti autori o sceneggiatori è un grande traguardo. E’ molto difficile scrivere per i bambini, solo pochi sono realmente in grado di elaborare avventure capaci di soddisfare l’appetito intellettuale di ragazzi che si affacciano al cosiddetto mondo adulto. La scuola, qualsiasi sia, è una sfida per molti studenti. “Topolino” è stato, ed è, ancora per molti una rete di salvezza, un aiuto, una sicurezza. Anche se, negli ultimi tempi, alcune direzioni scellerate avevano reso il settimanale molto scadente, la situazione sembra migliorare sotto la direzione di Valentina De Poli.

Infine, riteniamo affermare, come abbiamo appena notato, che imparare con un po’ di sano divertimento non fa mai male, anzi, getta le basi per un futuro florido e pieno di successi. E l’avvento delle nuove tecnologie non può che far bene ai bambini di oggi che diverranno gli adulti di domani. Provare per credere.

Davide Paolino

Filastrocca di aula365!

Ciao bambini, genitori ed insegnanti
un saluto voglio dare a tutti quanti!
Ora che posso fare la mia presentazione
vi dirò che aula 365 è il mio bel nome!
Vi starete domandando chi io sia
e ve lo voglio raccontare con questa poesia:
sono un portale innovativo e intelligente,
riesco a spiegare ogni cosa in modo divertente.
Le materie che io tratto sono tante
e posso farlo come fossi un insegnante!
Partendo dall’analisi matematica e dall’ecologia,
arrivo fino all’algebra, all’astronomia e alla biologia!
Non tralascio nemmeno l’aritmetica e la chimica,
io do anche nozioni di geometria e di fisica!
E non sono noioso e petulante
ma interattivo, creativo e stimolante!
Propongo solamente soluzioni sofisticate
come filmati educativi e infografie animate…
il divertimento quindi è sempre garantito,
andate nel settore dei fumetti … questo è un invito!
Una sezione ho riservato poi all’inglese,
è una delle lingue più importanti del paese!
Ma aspettate, ALT un momento,
è giusto fare un chiarimento:
io mi rivolgo a tutti quanti i bambini,
ho una sezione anche per i più piccini…
mi dedico infatti, con costanza,
alla bellissima scuola dell’infanzia!
Se vi siete incuriositi e mi volete visitare
l’indirizzo http://www.aula365.com/ dovete cliccare!
Con una semplice e gratuita registrazione
avrete un mese di prova a disposizione…
su bambini, su insegnanti,
cosa aspettate tutti quanti?
Iniziate pure la vostra navigazione,
ho i programmi scolastici del Ministero dell’istruzione!
E non dimenticate: sono la giusta strategia…
anche per un corretto approccio alla tecnologia!

Aula 365: working in progress

Cari lettori,

il nostro blog si sta vestendo di nuovo! Abbiamo provato a dare un tocco di personalità alla grafica inserendo i personaggi che popolano la community di Aula 365. In questo post vi raccontiamo cosa ci siamo proposti di fare e cosa sta accedendo dietro le quinte.

Abbiamo dipinto il nostro spazio con il colore del nostro portale, il blu. Vogliamo dar via alla nostra creatività raccontandovi di: “Notizie dal mondo scuola”, così da trovare le informazioni su tutto ciò che riguarda l’ambiente scolastico, le riforme in corso e le ultime discussioni per non perdere di vista nessuna novità.

Ci saranno “News da Aula365” dove potrete conoscere tutte le offerte e le novità presenti sul nostro portale, ma anche ciò che ci raccontano i nostri amici in Argentina che sono come i nostri papà. “Favole, racconti e filastrocche” sarà lo spazio della fantasia e della magia, dove si racconterà a bimbi, genitori, insegnati e appassionati storie e favole frutto della nostra immaginazione. Infine, vogliamo dedicare uno spazio per consigliarvi blog, siti e forum di interesse, inserendoli sotto il nome di “Link consigliati”.

E per completare l’idillio stiamo mettendo insieme i talenti di giovani copywriter per costituire una vera e propria redazione. Il legame che terrà ben unite le competenze che questi giovani porteranno in campo è innanzitutto la passione per l’innovazione tecnologica a servizio della magia e della fantasia dei più piccoli.

Nei prossimi post vi presenteremo il gruppo di appassionati che vi guiderà in questo mix di pensieri e parole in condivisione.

Buona lettura!

lunedì 28 settembre 2009

Aula365® diventa Aula1a1® ed entra in classe

Aula1a1®, la versione chiusa del portale pubblico http://www.aula365.com/, pensata ad uso esclusivo delle scuole, è stata oggetto di una sperimentazione nella provincia argentina di San Luis nell’ottica del progetto governativo “Todos los Chicos en la Red (“Tutti i bambini in rete”)

Aula1a1®,  vincitrice del premio Iberoamericano all’ Eccelenza Educativa viene sperimentata, nella provincia argentina di San Luis da oltre 1400 studenti che hanno generato oltre 130.000 accessi ai filmati educativi, per un totale di oltre 25.000 ore di apprendimento in solo metà anno scolastico 2008.

La suddetta piattaforma è stata scelta dalle autorità governative della provincia argentina di San Luis http://www.sanluis.aula1a1.com/ come parte integrante di un piano di inclusione digitale nelle scuole, finalizzato sia al miglioramento della qualità educativa degli studenti interessati dall’iniziativa, sia all’ ottenimento di uno sviluppo sociale in accordo ai parametri internazionali di progresso tecnologico. Nell’ area educativa di San Luis è stato definito il piano “Todos los Chicos en la Red” www.chicos.edu.ar, volto a misurare gli effetti sulla qualità dell’apprendimento generati dall’uso dei computer e dei software di supporto scolastico sugli studenti delle distinte località della provincia.

“Fino ad oggi, i maestri sono stati spettatori dell’arrivo della tecnologia nelle scuole. Adesso, con Aula1a1®, sono protagonisti della tecnologia in aula. I maestri ricercano nella piattaforma argomenti e materiale per poter arricchire la propria programmazione scolastica annuale ed allo stesso tempo sono in grado di generare propri contenuti utilizzando gli strumenti appositi”. Questa la filosofia sottesa alla diffusione della piattaforma.

I bambini hanno ricevuto, ciascuno, un notebook da utilizzare direttamente in aula ed insieme a questo anche un account personale per l’accesso alla piattaforma Aula1a1®. L’esperienza in San Luis ha coinvolto oltre ai 1400 bambini, più di 300 insegnanti in circa 27 scuole ed ha dimostrato che, l’utilizzo degli strumenti collaborativi e partecipativi ai fini dell’apprendimento, è valutato positivamente dai bambini perchè li motiva ad arricchirsi con le tante risorse multimediali interattive e divertenti disponibili nella piattaforma.

Link ad una lezione con Aula1a1®: http://www.youtube.com/watch?v=AW13Q2qW1QM&feature=related
 
Autrice: Daniela

venerdì 25 settembre 2009

Conoscete la nona arte? Ve la racconta Aula 365

Il fumetto è un’arte e come tale è degna di essere ascoltata e osservata.
A raccontarcela è uno dei tanti blog di Aula 365 dal quale prende avvio il post di oggi.  Vogliamo raccontarvi la storia e l'arte del fumetto in più puntate, proprio come un vero racconto degno di note illustri. Iniziamo con qualche definizione e pochi cenni sullo sviluppo.

Il fumetto è il cinema dei poveri” soleva sempre dire GianLuigi Bonelli, creatore di Tex Willer e indiscusso pilastro del fumetto italiano. Sessant’anni fa iniziò la sua ascesa raccontando le storie di un ranger, nell’America del selvaggio west. Tra indiani amichevoli e illusionisti malefici, tra assalti alle diligenze e piccoli banditi, si formò il successo di una delle serie più amate e, ancora oggi, più vendute in Italia.

Ma il fumetto è arte o semplice divertimento per bambini? Per inventare una storia bisogna, obbligatoriamente, saper disegnare? Le risposte sono semplici, per quanto complesse.

Come ci voleva far capire il già citato Bonelli:, un fumetto è come andare al cinema, solo che non abbiamo bisogno di registi, attori, costumi e scenografia. Abbiamo bisogno solo di una buona storia e di una mano che la disegni. Infatti per iniziare un progetto, una storia, una collana di albi, o una graphic novel, abbiamo bisogno di almeno un autore e un disegnatore(che, in casi eccezionali, può essere una persona singola).

Lo sceneggiatore è colui che scrive le tavole. Prima inventa la storia. Poi, per ogni pagina, descrive ciò che avviene in ogni singola vignetta. Ci aggiunge dialoghi, onomatopee(i cosidetti “bang”, “bau” e simili), e invia tutto al disegnatore che legge le descrizioni e disegna secondo le direttive dello sceneggiatore. Molte volte può accadere che, insieme, i due, decidano di modificare alcune vignette o, certe volte, particolari azioni vengono lasciate alla fantasia del disegnatore.

Ricordiamo, a chi non lo sapesse, che il fumetto è arte, pura e geniale. Migliaia di storie, aneddoti, e capolavori girano nel mondo delle nuvole parlanti. Basti pensare a come centinaia di film siano trasposizioni di fumetti. Citiamo solo alcuni nomi quali “Spider-Man”, “X-Men” e “Watchmen” in America, “Asterix” in Francia e, in futuro, “Dylan Dog”, fumetto di successo italiano che, quest’anno, sarà al cinema in una produzione completamente americana, quindi sarà probabile notare delle notevoli discordanze tra l’opera in carta stampata e al cinema.

La nostra terra, è un porto di notevoli talenti. Centinaia di pubblicazioni invadono le nostre edicole e fumetterie. In questo periodo molti artisti, prevalentemente disegnatori, stanno esportando le proprie tavole in America. Il mercato però è sempre piatto. I successi sono uno ogni quinquennio. E di veri e propri, oltre al già citato Tex, c’è solo Dylan Dog, Rat-Man, e John Doe. Senza dimenticare che la Disney Italia è, per molti, il punto di forza fumettistico della grande casa editrice mondiale. Gli autori italiani sono quelli più premiati all’estero, basti citare Giorgio Cavazzano, padre di una miriade di personaggi italici e il compianto Giovan Battista Carpi che, anni fa, venne insignito della laurea Honoris Causa in Scienze dell’Educazione. Infatti il settimanale “Topolino” è ed è stato compagno nell’infanzia e nella crescita di milioni di persone dal 1949 ad oggi.

In sintesi, la nona arte è un mondo florido e pieno di vita, oltre che avventura pura. Nei prossimi post vi racconteremo delle differenze tra i vari tipi di fumetto che è possibile creare. Intanto, un ottimo riassunto del nostro post potete trovarlo sul già citato blog di Aula 365.



Autore: Davide Paolino

martedì 15 settembre 2009

Apprendere attraverso le immagini: un metodo antico per strumenti moderni.

La consapevolezza che i nuovi strumenti web siano fondamentali per l’apprendimento si fa sempre più forte nel mondo della scuola. Il Ministro Gelmini ha sottolineato l’importanza dell’argomento nella conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi lo scorso 10 settembre. In particolare, il nostro Ministro fa riferimento alla web tv e al sito di filesharing http://www.youtube.com/ per consentire una diffusione rapida ed immediata della nuova riforma scolastica. Perché è più semplice l’apprendimento e la diffusione di conoscenza attraverso le immagini e il divertimento?




Pensiamo a youtube: il sito di filesharing più importante in rete è uno strumento di diffusione di informazioni immediato perché diverte, è semplice e propone video. Il sito non è popolare solo tra un target di utenti giovani e giovanissimi, bensì anche tra i bambini, un segno evidente questo che ci fa riflettere sui metodi di insegnamento attuali nelle scuole italiane.



I bambini sono attratti dalle immagini, specie se fantasiose, colorate e interattive da cui ricevono impulsi visivi tanto forti da generare altrettante immagini che restano impresse nella memoria. Il metodo dell’insegnamento attraverso l’immagine, quindi, seppur secolare, si rivela ancora efficace e oggi si traduce nella multimedialità. I filmati educativi si stanno diffondendo sempre di più nelle scuole, in rete e anche tra le mura domestiche, sia in tv che sul pc che oggi ogni bimbo possiede.



Aula 365 sfrutta a pieno l’antico metodo dell’apprendimento mediante le immagini, consentendo ai suoi piccoli e grandi utenti di imparare l’uso delle nuove tecnologie in modo divertente. Un esempio delle nuove modalità di insegnare ed imparare sono le infografie presenti sul portale e i filmati educativi per le diverse materie scolastiche.

lunedì 7 settembre 2009

Perchè la matematica non è un'opinione.

Nonostante l’ondata di proteste che sta esplodendo in questi giorni, le scuole d’Italia si preparano alla riapertura dei cancelli. La Riforma Gelmini avanza, il maestro unico è tra i banchi alle prese con i nuovi programmi d’insegnamento e con la nuova generazione di scolari, sempre più digitalizzati e propensi all’uso del pc.


I più recenti studi di neuroscienze dimostrano che i bambini delle ultime generazioni hanno acquisito dai propri genitori più “cultura”che “natura”. Conseguenza di questa nuova probabilità di combinazione cromosomica è che i nostri figli ci assomigliano sempre di meno ma sono sempre più intelligenti. E se noi abbiamo imparto in età adulta ad usare un foglio Excel per calcolare a quanto ammonta la spesa delle bollette di un dato mese, i nostri figli imparano sin dalle elementari a fare somme, divisioni e moltiplicazioni attraverso l’uso dell’amico pc.


Il matematico Seymour Papert, spiega che “nello studio l'uso del computer rende la conoscenza attiva perché permette di creare subito delle applicazioni di quello che si è appreso”. In particolare nello studio della matematica - la materia forse più ostica nei primi anni di scuola - l'uso del computer può far finalmente capire che la grande scienza matematica è un modo di pensiero attivo. Questo accade perché il pc dà al bambino l’immagine interattiva di ciò che appare nella sua mente come logico. Al contrario del foglio di carta, il pc risponde, corregge e suggerisce; è simile ad un maestro che segue il bambino nel suo muoversi tra i numeri e le somme, ma con la particolarità che è molto più colorato e meno impositivo.


Il portale Aula 365 è particolarmente attento allo studio della matematica: oltre al pc in sé che dà interattività e freschezza allo studio di una materia complicata, fa anche in modo che la freddezza di un pc non prevalga nell’insegnamento. A fare somme, divisioni e sottrazioni ci sono i personaggi che animano la community, bambini-cartoon fatti di colori e di fantasia, cosicché anche la matematica possa essere un gioco divertente per imparare come funziona questo matto mondo!