martedì 13 ottobre 2009

I gesti naturali della LIM

Usare la LIM significa compiere gesti naturali facendosi aiutare dalle macchine intelligenti. Non stiamo a dire che una lavagna con il gessetto classico è un oggetto "poco intelligente", ma non è certo usabile con la stessa praticità che ci offre la tecnologia.

In classe con la LIM si può cambiare velocemente foglio, convertire la propria scrittura in testo digitale, e di conseguenza non perdersi in tempi lunghi per la correzione. È possibile creare archivi di materiale didattico che tutti gli insegnanti possono condividere e riutilizzare per lezioni interdisciplinari.
Per gli studenti ciò significa che i giorni di assenza possono essere recuperati con l'invio tramite mail del materiale didattico prodotto in classe.

La condivisione di materiale didattico supera i confini dell'Istituto scolastico. Esistono, infatti i "Learning object", materiali didattici scaricabili da una "Libreria nazionale virtuale", contenenti simulazioni interattive e test di valutazione mirati ad individuare e colmare specifiche carenze degli alunni.

Infne, ricordo che i gesti naturali con cui è possibile partecipare alla lezione con la LIM facilitano anche l'integrazione degli alunni diversamente abili nelle classi. Muovere la penna digitale per spostare i contenuti sullo schermo o proiettare il testo di una canzone che si ascolta, ma che non tutti possono udire, è qualcosa che non si riesce a fare con gli strumenti tradizionali. Vi sembra poco?

Comics e Graphic Novel

Il nostro blog di Aula 365 continua a raccontarvi piccole nozioni sul fumetto e sull'incredibile mole di aneddoti e curiosità che esso contiene. Seconda parte del nostro viaggio sulle diverse culture mondiali nell'universo fumettistico. Oggi vi parleremo dell'America, sempre piena di talenti e di buone idee, e della Francia, vicina e molto attenta alle nostre pubblicazioni.

In America la cultura del “comics”, così viene chiamato, è elevata. Molti sceneggiatori cinematografici si fanno le ossa con le avventure tipicamente super-eroistiche che si trovano in fumetteria. Questo successo mondiale si deve, soprattutto, a Stan Lee. Creatore dell’Uomo Ragno, dei Fantastici 4 e di molti altri supereroi che vivono e, soprattutto, deliziano l’infanzia e non solo di milioni di lettori. Ma non di soli albi mensili vive il popolo americano. Molto quotati, nonché reputati eccezionali capolavori, sono le graphic novel ovvero avventure che durano lo spazio di un solo volume che può essere di poche o centinaia di pagine. Alcuni esempi: “300”, “Sin City”, "Watchmen".

In Francia è molto più diffusa quest’ultima tipologia piuttosto che l’albo da edicola di serie come lo vediamo in Italia. E riscuotono notevole successo anche le opere importate dal nostro Paese. Infine è accaduto, molte volte, che alcuni nostri autori sono diventati delle vere e proprie celebrità in terra francese, per far notare che la fuga di talenti non avviene solo in ambito scientifico.

Davide Paolino

lunedì 12 ottobre 2009

A proposito della LIM

Una discussione sulla LIM merita più di un semplice post. A noi che crediamo in una scuola rinnovata, non può non stare a cuore un simile argomento. Proviamo a porci qualche domanda in questo post.

La fondatrice del gruppo di Aula365 su Facebook, la Prof.ssa Rosangela Mapelli, si chiede, se la LIM sia uno strumento che può distrarre gli studenti, data l'interattività che consente. Di certo desta curiosità nei bambini, anche solo per il fatto che è un oggetto elettronico. Tutti da piccoli abbiamo provato a vedere cosa ci fosse nel telecomando, ma è anche così che abbiamo provato a farlo rifunzionare! Perchè allora non stimolare la curiosità dei più piccoli per ricavarne qualcosa di "costruttivo"?

Una domanda fondamentale in merito è: possiamo considerare la LIM uno strumento che naturalizza l'interazione? La risposta potebbe essere affermativa. Consideriamo che i bambini e gli insegnanti non si servono di mouse, fili e tastiere per generare collaborazione, bensì si usano le mani. Questo potrebbe significare che il contatto con ciò che si impara e si costruisce non è mediato, ma tutto avviene come se si stesse disegnando a mano, con la particolarità che si va molto al di là del disegno perchè usiamo tecnologie avanzate.


Ma la LIM riesce a stimolare gli anche gli insegnanti? Come credete si muovano i docenti cosidetti "vecchio stampo"? Credete sia in contrasto la riforma del maestro unico con quelle delle nuove tecnologie? Nel prossimo post e nei vostri commenti le risposte!

Uno sguardo sul mondo

L’arte del fumetto, così come il cinema, il teatro e tutta l’arte in se per se, è diversa da luogo a luogo, da città a città, da nazione a nazione. E, oggi, ci volevamo soffermare appunto sulle produzioni estere, un passaggio fugace su alcune realtà molto importanti nel panorama mondiale fumettistico. Ovviamente tutto ciò è parte integrante del nostro blog sul mondo della nona arte che Aula365 segue con molto interesse dato che, come abbiamo già detto, oltre che divertente, un fumetto, può essere anche molto utile.

L’arte delle nuvole parlanti è un enorme fattore di produttività in Giappone, America e Francia. Nel primo Paese è un successo che non avrà mai nessun eguale.
Nella terra asiatica nascono ogni giorno nuove serie, con migliaia e migliaia di giovani che sperano un giorno di scrivere o disegnare il prossimo successo mondiale. Qui, inoltre, moltissimi fumetti(chiamati manga) sono poi diventati cartoni animati, i cosidetti “anime”, alcuni esempi molto famosi oggigiorno sono “Naruto, Dragon Ball, One Piece, Detective Conan”. Piccola curiosità del mondo giapponese: i manga vanno letti da destra verso sinistra. Per un italiano è come leggere dall'ultima pagina fino alla prima. E' un fattore di originalità che rimane invariato anche quando il fumetto viene esportato. Infatti anche da noi, moltissimi manga giapponesi, mantengono inalterata la propria diversità.

Lo sguardo sul mondo continua domani per parlarvi della situazione americana e francese. Ovviamente sempre su Aula365.

Davide Paolino

venerdì 9 ottobre 2009

Vi presento la LIM

Molte scuole italiane iniziano l'esperienza delle LIM, una lavagna elettronica che permette a insegnati e ragazzi di partecipare in modo interattivo alle attività didattiche. In che modo si può interagire alla lezione? Ve lo spieghiamo in questo post.


La Lavagna Interattiva Multimediale è una periferica del computer, che collegata ad un pc e ad un proiettore consente di controllare il pc direttamente dalla lavagna.Toccando un'icona con la penna elettronica o con un dito è possibile compiere le stesse azioni che si fanno normalmente con il mouse.

Lo schermo della LIM diventa il computer di tutta la classe, dove sia insegnati che studenti possono usare un dito per collaborare alla costruzione della conoscenze.Immaginate un'interrogazione con la lavagna multimediale? E un disegno su cui tutti possono lasciare la propria traccia di colore? Un modo di collaborare decisamente rivolto alla partecipazione e alla collaborazione.

Dov'è la vera rivoluzione nella didattica? Nella velocità, la rapidità, la praticità di strumenti innovativi che cambiano in meglio le nostre abitudini.
Che i ragazzi siano abituati alle new technologies è un dato di fatto: un bambino su tre possiede una nintendo wii, un cellulare tuch screen e sa usare correttamente il pc. Ma gli insegnanti sono all'avanguaria? Quanti docenti hanno un proprio blog, sono attivi in rete e sono propensi all'uso delle tecnologie volte a migliorare all'apprendimento?
La scuola digitale non è una chimera, è la realtà, ma gli insegnanti sono pronti ad affrontarla? Ai lettori l'ardua sentenza.

giovedì 8 ottobre 2009

Calcolatrice si, calcolatrice no?


L’uso della calcolatrice nella scuola elementare non penalizza affatto l’apprendimento della matematica. A dirlo è il risultato di una recente ricerca condotta in America dalla psicologa Bethany Rittle Johnosn, del Peabody College di Vanderbilt.


Nonostante l’uso delle calcolatrici in Italia sia avvenuto con lentezza, a tutti noi nati negli anni ’80 sarà capitato di sentirsi dire da piccoli, almeno una volta: “la calcolatrice non si usa!”Mi sembra ancora di sentire la voce della mia maestra di scuola elementare che considerava questo apparecchio un congegno diabolico! E così non c’erano alternative: quaderno, numeri in colonna e tanta rassegnazione…ci veniva spiegato che dovevamo imparare a fare i calcoli da soli e che si trattava di uno strumento da utilizzare non prima della scuola media. Anche se questa spiegazione non ci convinceva, eravamo costretti ad accettarla!


Si trattava forse di un’“innocente intuizione”? Lo studio infatti rivela che tra i vantaggi della calcolatrice, strumento divertente per i bambini, c’è anche quello di ottenere un feedback immediato. Lo strumento, che è addirittura in grado di migliorare le prestazioni degli studenti più bravi, deve essere però evitato dai bambini meno bravi che potranno utilizzarla solo dopo lunghe esercitazioni!


Il mondo dei docenti si spacca chiaramente in due: da un lato i più tradizionalisti, che credono fermamente che la scuola debba incitare il bambino a cavarsela con le sue forze; e dall’altro i più innovatori che ritengono corretto l’uso di questo strumento, soprattutto perché rappresenta una fonte di divertimento.
Voi cosa ne pensate? Vi sentite più tradizionalisti o innovatori? Dite la vostra!

Paura e Mito

Seconda parte della storia di “Dylan Dog”, uno dei fumetti più popolari d’Italia. Vi rammentiamo che tutto ciò è parte integrante del nostro blog di Aula365 che continua a narrarvi aneddoti e novità sul magnifico mondo delle nuvole parlanti.

Avevamo promesso di raccontarvi l’esordio di Dylan in edicola che, sicuramente, non iniziò nel migliore dei modi.
Infatti, nel lontano Settembre 1986, Tiziano Sclavi creò la figura dell’ “investigatore dell’incubo”, una specie di detective un po’ anormale. Una sorta di acchiappafantasmi ma scettico, ex-alcolizzato, ex-poliziotto. Un “antieroe”, così venne chiamato. Ed era dura, in un’epoca di supereroi, convincere il pubblico italiano a quella novità così inaspettata. Il “papà” di Dylan era conscio che bisognava affrontare le edicole italiane, sperando in un buon risultato, anche se la casa editrice del fumetto, ovvero la Sergio Bonelli Editore, cercava principalmente, almeno, di pareggiare i costi della prima tiratura. E, il risultato, fu comunque sconvolgente.
Dylan Dog fu un disastro, ebbene si. Nelle edicole il fumetto non veniva comprato, poche copie di tutta le migliaia stampate furono acquistate. Dopo due settimane, la prima uscita stava rischiando di essere l’ultima quando, come nelle più antiche fiabe a lieto fine, il passaparola fece effetto tra i giovani e i meno giovani e, il successo fu eclatante e talmente inaspettato che la stessa casa editrice dovette ristampare il primo numero per soddisfare la mole di richieste impressionate avutasi improvvisamente.

Superata la paura iniziale, oggi la serie continua ad essere una delle più vendute in Italia, seconda solo a Topolino e Tex e, ancora oggi, rimane sempre un ottimo biglietto da visita per il fumetto nostrano. Grazie forse alla vervè umoristica di Groucho, spalla essenziale, basata su un grande attore del cinema in bianco e nero(Groucho Marx), alla figura dell’Ispettore Bloch, amico e confidente del nostro eroe. E, anche, alla miriade di personaggi e comprimari che, dal 1986, rendono questa serie unica, e che, con i suoi pregi e i suoi difetti, ci accompagna ogni mese nel mondo dell’horror. E, tra zombie, streghe e quant’altro, non perde occasione per insegnarci che il diverso non è sempre sinonimo di malvagità e che, talvolta, i veri mostri potremmo essere proprio noi.

Davide Paolino

mercoledì 7 ottobre 2009

Cronaca di un successo

Riprendiamo, con la terza parte, il nostro viaggio nel mondo fumettistico mondiale. Ricordiamo che tutto ciò è parte integrante di uno dei nostri blog di Aula365 più divertenti e continuiamo il nostro reportage parlandovi di un meraviglioso prodotto puramente italico: Dylan Dog.

Non fatevi ingannare dal nome inglese e anche dalle atmosfere di una Londra cupa e, quasi sempre, piovosa, Dylan è la bandiera del fumetto italiano. Insieme a Tex, ovviamente, ma più giovane, adatto ad un pubblico vasto che può spaziare dall’adolescente al manager, grazie anche alla sua moltitudine di generi che lo rende un fumetto avvincente, esaltante, che parte dall’horror (elemento cardine di ogni singolo albo) e spazia su centinaia di generi diversi. Dylan è poesia, avventura, mistero, giallo, e, sicuramente, colui che ha aiutato, negli anni 90, il fumetto italiano ad emergere sempre più dall’appellativo di “bene di nicchia”.

Altro fattore determinante fu il romanticismo che diventò determinante per l’avvicinamento femminile al personaggio, cosa che non si era mai avuta in Italia. Dylan era ed è un fumetto adatto alle ragazze che amano la sua personalità e il suo successo col gentil sesso. Precisiamo: non è un latin lover, lui si innamora sistematicamente di ogni sua conquista, un espediente che aumentò ancora di più l'entusiasmo del pubblico femminile e ciò portò l'investigatore inglese ad essere ciò che è oggi: ovvero un mito.

Un grande successo ovviamente è pregno di aneddoti. E vi raccontiamo che la storia di Dylan, in edicola, iniziò con una grande paura, per restare in tema di horror, ma di ciò parleremo nel prossimo post sui fumetti che sarà disponibile domani, ovviamente, sempre su aula 365.

Davide Paolino