giovedì 15 ottobre 2009

Lettera di un nativo digitale


Mi chiamo Spack e vivo una vita on-line. Cerco in rete musica, amici, novità.
Mi definiscono nativo digitale perché invece che sotto un buon vecchio cavolo sono nato
sotto un bel nuovissimo pc.
La tecnologia è il mio pane quotidiano ed una scuola più tecnologica potrebbe diventare la mensa adatta al consumo dei miei pasti.
In tanti mi chiedono di descrivere la scuola che vorrei …e io la immagino così.

Vorrei una scuola in cui l’aula tradizionale con banchi, cattedra e pareti lasci il posto ad un ambiente senza confini nel quale l’informatica non sia una tra le tante materie bensì lo strumento che permetta l’apertura verso il mondo.
Nella scuola che vorrei i prof non impongono il sapere dall’alto della loro pedana ma camminano tra i banchi in cerca del contatto e non come esseri superiori ma come uomini o donne alla pari che avvicinano la loro realtà, la conoscenza, alla nostra realtà, la tecnologia…per far si che da questo incontro nasca la voglia di imparare.


La scuola che vorrei non è quella dell’obbligo ma è quella del diritto, una scuola in cui smettere di sentirsi sudditi ribelli per diventare persone consapevoli e felici del proprio diritto all’istruzione.
Questa è la scuola che vorrei…qualcuno mi dice che in tanti stanno lavorando per renderla possibile…se così fosse la scuola che vorrei smetterebbe di essere una idea per diventare la scuola del futuro!

mercoledì 14 ottobre 2009

Risorse in rete: matematica e scienze

Per gli amanti della scienza e della matematica, ma anche per chi ci litiga spesso con le materie scientifiche, oggi segnalo due blog interessanti.

Partiamo dalla matematica, una materia che dà dei grattacapi un po' a tutti, anche ai piccoli Einstein della classe. Il blog della Prof.ssa Annarita Ruberto, "http://lanostramatematica.splinder.com/", offre una vasta gamma di informazioni e materiale per aiutarvi con numeri e figure geometriche. La cara Prof. ci segnala software da scaricare sul pc, materiale didattico da consultare e learning object.

Per la scienza, invece, può essere utilie "scientificando", un altro blog della prof.ssa Ruberto. Anche qui si trovano materiali didattci, learning object e tool.

Navigando questi blog ripenso alla mia scuola, quando per reperire e capire lezioni di matematica dovevo cercare l'Einstein della situazione che riuscisse a trasmettermi qualcosa, possibilmente in modo divertente. Con la digitalizzazione del materiale didattico, invece, è più semplice trovare chi ti spiega in modo coinvolegente e divertente una lezioncina. E poi, al pc comunichi con il mondo e non con un solo Einstein!

Antonella D'Alessio

martedì 13 ottobre 2009

I gesti naturali della LIM

Usare la LIM significa compiere gesti naturali facendosi aiutare dalle macchine intelligenti. Non stiamo a dire che una lavagna con il gessetto classico è un oggetto "poco intelligente", ma non è certo usabile con la stessa praticità che ci offre la tecnologia.

In classe con la LIM si può cambiare velocemente foglio, convertire la propria scrittura in testo digitale, e di conseguenza non perdersi in tempi lunghi per la correzione. È possibile creare archivi di materiale didattico che tutti gli insegnanti possono condividere e riutilizzare per lezioni interdisciplinari.
Per gli studenti ciò significa che i giorni di assenza possono essere recuperati con l'invio tramite mail del materiale didattico prodotto in classe.

La condivisione di materiale didattico supera i confini dell'Istituto scolastico. Esistono, infatti i "Learning object", materiali didattici scaricabili da una "Libreria nazionale virtuale", contenenti simulazioni interattive e test di valutazione mirati ad individuare e colmare specifiche carenze degli alunni.

Infne, ricordo che i gesti naturali con cui è possibile partecipare alla lezione con la LIM facilitano anche l'integrazione degli alunni diversamente abili nelle classi. Muovere la penna digitale per spostare i contenuti sullo schermo o proiettare il testo di una canzone che si ascolta, ma che non tutti possono udire, è qualcosa che non si riesce a fare con gli strumenti tradizionali. Vi sembra poco?

Comics e Graphic Novel

Il nostro blog di Aula 365 continua a raccontarvi piccole nozioni sul fumetto e sull'incredibile mole di aneddoti e curiosità che esso contiene. Seconda parte del nostro viaggio sulle diverse culture mondiali nell'universo fumettistico. Oggi vi parleremo dell'America, sempre piena di talenti e di buone idee, e della Francia, vicina e molto attenta alle nostre pubblicazioni.

In America la cultura del “comics”, così viene chiamato, è elevata. Molti sceneggiatori cinematografici si fanno le ossa con le avventure tipicamente super-eroistiche che si trovano in fumetteria. Questo successo mondiale si deve, soprattutto, a Stan Lee. Creatore dell’Uomo Ragno, dei Fantastici 4 e di molti altri supereroi che vivono e, soprattutto, deliziano l’infanzia e non solo di milioni di lettori. Ma non di soli albi mensili vive il popolo americano. Molto quotati, nonché reputati eccezionali capolavori, sono le graphic novel ovvero avventure che durano lo spazio di un solo volume che può essere di poche o centinaia di pagine. Alcuni esempi: “300”, “Sin City”, "Watchmen".

In Francia è molto più diffusa quest’ultima tipologia piuttosto che l’albo da edicola di serie come lo vediamo in Italia. E riscuotono notevole successo anche le opere importate dal nostro Paese. Infine è accaduto, molte volte, che alcuni nostri autori sono diventati delle vere e proprie celebrità in terra francese, per far notare che la fuga di talenti non avviene solo in ambito scientifico.

Davide Paolino

lunedì 12 ottobre 2009

A proposito della LIM

Una discussione sulla LIM merita più di un semplice post. A noi che crediamo in una scuola rinnovata, non può non stare a cuore un simile argomento. Proviamo a porci qualche domanda in questo post.

La fondatrice del gruppo di Aula365 su Facebook, la Prof.ssa Rosangela Mapelli, si chiede, se la LIM sia uno strumento che può distrarre gli studenti, data l'interattività che consente. Di certo desta curiosità nei bambini, anche solo per il fatto che è un oggetto elettronico. Tutti da piccoli abbiamo provato a vedere cosa ci fosse nel telecomando, ma è anche così che abbiamo provato a farlo rifunzionare! Perchè allora non stimolare la curiosità dei più piccoli per ricavarne qualcosa di "costruttivo"?

Una domanda fondamentale in merito è: possiamo considerare la LIM uno strumento che naturalizza l'interazione? La risposta potebbe essere affermativa. Consideriamo che i bambini e gli insegnanti non si servono di mouse, fili e tastiere per generare collaborazione, bensì si usano le mani. Questo potrebbe significare che il contatto con ciò che si impara e si costruisce non è mediato, ma tutto avviene come se si stesse disegnando a mano, con la particolarità che si va molto al di là del disegno perchè usiamo tecnologie avanzate.


Ma la LIM riesce a stimolare gli anche gli insegnanti? Come credete si muovano i docenti cosidetti "vecchio stampo"? Credete sia in contrasto la riforma del maestro unico con quelle delle nuove tecnologie? Nel prossimo post e nei vostri commenti le risposte!

Uno sguardo sul mondo

L’arte del fumetto, così come il cinema, il teatro e tutta l’arte in se per se, è diversa da luogo a luogo, da città a città, da nazione a nazione. E, oggi, ci volevamo soffermare appunto sulle produzioni estere, un passaggio fugace su alcune realtà molto importanti nel panorama mondiale fumettistico. Ovviamente tutto ciò è parte integrante del nostro blog sul mondo della nona arte che Aula365 segue con molto interesse dato che, come abbiamo già detto, oltre che divertente, un fumetto, può essere anche molto utile.

L’arte delle nuvole parlanti è un enorme fattore di produttività in Giappone, America e Francia. Nel primo Paese è un successo che non avrà mai nessun eguale.
Nella terra asiatica nascono ogni giorno nuove serie, con migliaia e migliaia di giovani che sperano un giorno di scrivere o disegnare il prossimo successo mondiale. Qui, inoltre, moltissimi fumetti(chiamati manga) sono poi diventati cartoni animati, i cosidetti “anime”, alcuni esempi molto famosi oggigiorno sono “Naruto, Dragon Ball, One Piece, Detective Conan”. Piccola curiosità del mondo giapponese: i manga vanno letti da destra verso sinistra. Per un italiano è come leggere dall'ultima pagina fino alla prima. E' un fattore di originalità che rimane invariato anche quando il fumetto viene esportato. Infatti anche da noi, moltissimi manga giapponesi, mantengono inalterata la propria diversità.

Lo sguardo sul mondo continua domani per parlarvi della situazione americana e francese. Ovviamente sempre su Aula365.

Davide Paolino

venerdì 9 ottobre 2009

Vi presento la LIM

Molte scuole italiane iniziano l'esperienza delle LIM, una lavagna elettronica che permette a insegnati e ragazzi di partecipare in modo interattivo alle attività didattiche. In che modo si può interagire alla lezione? Ve lo spieghiamo in questo post.


La Lavagna Interattiva Multimediale è una periferica del computer, che collegata ad un pc e ad un proiettore consente di controllare il pc direttamente dalla lavagna.Toccando un'icona con la penna elettronica o con un dito è possibile compiere le stesse azioni che si fanno normalmente con il mouse.

Lo schermo della LIM diventa il computer di tutta la classe, dove sia insegnati che studenti possono usare un dito per collaborare alla costruzione della conoscenze.Immaginate un'interrogazione con la lavagna multimediale? E un disegno su cui tutti possono lasciare la propria traccia di colore? Un modo di collaborare decisamente rivolto alla partecipazione e alla collaborazione.

Dov'è la vera rivoluzione nella didattica? Nella velocità, la rapidità, la praticità di strumenti innovativi che cambiano in meglio le nostre abitudini.
Che i ragazzi siano abituati alle new technologies è un dato di fatto: un bambino su tre possiede una nintendo wii, un cellulare tuch screen e sa usare correttamente il pc. Ma gli insegnanti sono all'avanguaria? Quanti docenti hanno un proprio blog, sono attivi in rete e sono propensi all'uso delle tecnologie volte a migliorare all'apprendimento?
La scuola digitale non è una chimera, è la realtà, ma gli insegnanti sono pronti ad affrontarla? Ai lettori l'ardua sentenza.

giovedì 8 ottobre 2009

Calcolatrice si, calcolatrice no?


L’uso della calcolatrice nella scuola elementare non penalizza affatto l’apprendimento della matematica. A dirlo è il risultato di una recente ricerca condotta in America dalla psicologa Bethany Rittle Johnosn, del Peabody College di Vanderbilt.


Nonostante l’uso delle calcolatrici in Italia sia avvenuto con lentezza, a tutti noi nati negli anni ’80 sarà capitato di sentirsi dire da piccoli, almeno una volta: “la calcolatrice non si usa!”Mi sembra ancora di sentire la voce della mia maestra di scuola elementare che considerava questo apparecchio un congegno diabolico! E così non c’erano alternative: quaderno, numeri in colonna e tanta rassegnazione…ci veniva spiegato che dovevamo imparare a fare i calcoli da soli e che si trattava di uno strumento da utilizzare non prima della scuola media. Anche se questa spiegazione non ci convinceva, eravamo costretti ad accettarla!


Si trattava forse di un’“innocente intuizione”? Lo studio infatti rivela che tra i vantaggi della calcolatrice, strumento divertente per i bambini, c’è anche quello di ottenere un feedback immediato. Lo strumento, che è addirittura in grado di migliorare le prestazioni degli studenti più bravi, deve essere però evitato dai bambini meno bravi che potranno utilizzarla solo dopo lunghe esercitazioni!


Il mondo dei docenti si spacca chiaramente in due: da un lato i più tradizionalisti, che credono fermamente che la scuola debba incitare il bambino a cavarsela con le sue forze; e dall’altro i più innovatori che ritengono corretto l’uso di questo strumento, soprattutto perché rappresenta una fonte di divertimento.
Voi cosa ne pensate? Vi sentite più tradizionalisti o innovatori? Dite la vostra!