giovedì 8 ottobre 2009

Paura e Mito

Seconda parte della storia di “Dylan Dog”, uno dei fumetti più popolari d’Italia. Vi rammentiamo che tutto ciò è parte integrante del nostro blog di Aula365 che continua a narrarvi aneddoti e novità sul magnifico mondo delle nuvole parlanti.

Avevamo promesso di raccontarvi l’esordio di Dylan in edicola che, sicuramente, non iniziò nel migliore dei modi.
Infatti, nel lontano Settembre 1986, Tiziano Sclavi creò la figura dell’ “investigatore dell’incubo”, una specie di detective un po’ anormale. Una sorta di acchiappafantasmi ma scettico, ex-alcolizzato, ex-poliziotto. Un “antieroe”, così venne chiamato. Ed era dura, in un’epoca di supereroi, convincere il pubblico italiano a quella novità così inaspettata. Il “papà” di Dylan era conscio che bisognava affrontare le edicole italiane, sperando in un buon risultato, anche se la casa editrice del fumetto, ovvero la Sergio Bonelli Editore, cercava principalmente, almeno, di pareggiare i costi della prima tiratura. E, il risultato, fu comunque sconvolgente.
Dylan Dog fu un disastro, ebbene si. Nelle edicole il fumetto non veniva comprato, poche copie di tutta le migliaia stampate furono acquistate. Dopo due settimane, la prima uscita stava rischiando di essere l’ultima quando, come nelle più antiche fiabe a lieto fine, il passaparola fece effetto tra i giovani e i meno giovani e, il successo fu eclatante e talmente inaspettato che la stessa casa editrice dovette ristampare il primo numero per soddisfare la mole di richieste impressionate avutasi improvvisamente.

Superata la paura iniziale, oggi la serie continua ad essere una delle più vendute in Italia, seconda solo a Topolino e Tex e, ancora oggi, rimane sempre un ottimo biglietto da visita per il fumetto nostrano. Grazie forse alla vervè umoristica di Groucho, spalla essenziale, basata su un grande attore del cinema in bianco e nero(Groucho Marx), alla figura dell’Ispettore Bloch, amico e confidente del nostro eroe. E, anche, alla miriade di personaggi e comprimari che, dal 1986, rendono questa serie unica, e che, con i suoi pregi e i suoi difetti, ci accompagna ogni mese nel mondo dell’horror. E, tra zombie, streghe e quant’altro, non perde occasione per insegnarci che il diverso non è sempre sinonimo di malvagità e che, talvolta, i veri mostri potremmo essere proprio noi.

Davide Paolino

mercoledì 7 ottobre 2009

Cronaca di un successo

Riprendiamo, con la terza parte, il nostro viaggio nel mondo fumettistico mondiale. Ricordiamo che tutto ciò è parte integrante di uno dei nostri blog di Aula365 più divertenti e continuiamo il nostro reportage parlandovi di un meraviglioso prodotto puramente italico: Dylan Dog.

Non fatevi ingannare dal nome inglese e anche dalle atmosfere di una Londra cupa e, quasi sempre, piovosa, Dylan è la bandiera del fumetto italiano. Insieme a Tex, ovviamente, ma più giovane, adatto ad un pubblico vasto che può spaziare dall’adolescente al manager, grazie anche alla sua moltitudine di generi che lo rende un fumetto avvincente, esaltante, che parte dall’horror (elemento cardine di ogni singolo albo) e spazia su centinaia di generi diversi. Dylan è poesia, avventura, mistero, giallo, e, sicuramente, colui che ha aiutato, negli anni 90, il fumetto italiano ad emergere sempre più dall’appellativo di “bene di nicchia”.

Altro fattore determinante fu il romanticismo che diventò determinante per l’avvicinamento femminile al personaggio, cosa che non si era mai avuta in Italia. Dylan era ed è un fumetto adatto alle ragazze che amano la sua personalità e il suo successo col gentil sesso. Precisiamo: non è un latin lover, lui si innamora sistematicamente di ogni sua conquista, un espediente che aumentò ancora di più l'entusiasmo del pubblico femminile e ciò portò l'investigatore inglese ad essere ciò che è oggi: ovvero un mito.

Un grande successo ovviamente è pregno di aneddoti. E vi raccontiamo che la storia di Dylan, in edicola, iniziò con una grande paura, per restare in tema di horror, ma di ciò parleremo nel prossimo post sui fumetti che sarà disponibile domani, ovviamente, sempre su aula 365.

Davide Paolino

mercoledì 30 settembre 2009

La fata dei numeri

Ciao ragazzi! Oggi per voi c'è una favola sui numeri. Ascoltate e commentate!
C'era una volta un castello incantato
dove la noia nessun bambino ha incontrato.
era una valle felice e spensierata
dove i fanciulli mangiavano sempre cioccolata.

L' istruzione era importante
ed i giorni passavano allegramente.
Un giorno però una strega invidiosa
sulla valle il suo sguardo posa
e decide davanti alla sua sfera
di cambiare l'atmosfera.

Cosa più amata da tutti i bambini
erano i numeri grandi e piccini
la strega allora capì il da farsi
e la cosa più preziosa volle portarsi.

Il sole crebbe e i bambini si alzarono
ma la brutta sorpresa non si aspettavano:
aperti i quaderni dove gli amati numeri riposavano
si resero conto che più non esistevano.

Gonfi di lacrime e di disperazione
urlarono alle mamme la brutta situazione
e la regina del malfatto avvertita
cercò la soluzione dal pericolo assalita.

Unica soluzione che rimaneva
era cercare di corsa la fatina dei numeri dove dormiva
solo lei potevano riuscire a riportare
gli amati numeri di nuovo nel reame.

La fatina cercò il colpevole tramite la sua sfera
e guardando l'immagine capì chi era
subito partì sul suo cavallo alato
per risanare il danno causato.
Riuscì con un incantesimo a scacciare la strega
senza lasciargli nessuna tregua;
la strega cattiva impaurita da tanto potere
scappo lasciando i numeri cadere.

Tornata trionfante verso le splendide lande
tutti i bambini la circondarono in un abbraccio grande.
Ridiede a loro i cari numeri
che per magia furono liberi
di ritornare in mezzo ai fanciulli
tra risate, corse ed urli.

Finalmente il pericolo era passato
e tutto alla normalità era tornato
ricominciare a enumerare le tabelline
fu una delle cose più carine
ed abituati al suono dei per e dei divisi
furono sempre pronti e mai derisi.

Ciò che la fatina vuole insegnare è che
i numeri servono nella vita reale
perché chi conta sa contare.

Autrice: Antonella Tagliarini

martedì 29 settembre 2009

L'arte di educare divertendo

Continua il nostro excursus a tappe nella storia del fumetto. Nel post di oggi, che fa parte di uno dei nostri innumerevoli blog ci soffermiamo su un pezzo fondamentale dell’editoria italiana, su cui sono state basate le fondamenta di molte delle pubblicazioni che abbiamo avuto in sessant’anni e più di storia del fumetto italiano.

Cosa hanno in comune il compianto Enzo Biagi, Luciano Benetton, Gianluca Vialli, e Alessandro Baricco? Sono alcuni tra i tanti personaggi famosi cresciuti con un prodotto, tipicamente italiano, che ha regalato un’infanzia felice e costruttiva per molti adulti di oggi.

Infatti, nel nostro Paese “Topolino” è un’istituzione. Ovviamente non parliamo direttamente di Mickey Mouse, il topo più famoso del mondo, ma del settimanale edito dalla Walt Disney Company Italia. Il formato del libretto che noi tutti conosciamo è stato introdotto nel 1949 e, proprio in questi tempi, festeggia il sessantesimo anno di vita. E appunto, da oltre mezzo secolo, ci fa divertire, sognare e soprattutto imparare. Ricordando che i quattro nomi citati prima scrissero tempo fa alcune avventure entrate sicuramente nella mente dei bambini e non dell’epoca, precisando che imparare con divertimento non è difficile, basta solo trovare dei buoni “insegnanti”.

Nel mondo delle nuvole parlati esistono, comunque, molteplici supposizioni, giuste o sbagliate. Da fuori, ovvero da estranei a quel mondo fatto di vignette e balloon, scrivere storie di paperi e topi per bambini sembra sia una cosa banale, semplice, un lavoro senza problemi, niente di più sbagliato.
Fin dalla sua creazione il giornalino si è sempre prefissato un obiettivo: divertire tre generazioni di lettori, il risultato è visibile ancora sotto gli occhi di tutti. Quasi 2800 numeri all’attivo, un successo ancora enorme e, soprattutto, ancora oggi, l’albo a fumetti più venduto nel nostro paese con punte di 250.000 copie settimanali.
Questi risultati non sarebbero mai stati possibili senza uno staff capace di elaborare, con tutta la sapienza italiana, un prodotto estero e destinato ad un pubblico, principale, così difficile: i bambini.

Infatti, oggigiorno, essere chiamati a far parte della squadra della Disney Italia, per molti autori o sceneggiatori è un grande traguardo. E’ molto difficile scrivere per i bambini, solo pochi sono realmente in grado di elaborare avventure capaci di soddisfare l’appetito intellettuale di ragazzi che si affacciano al cosiddetto mondo adulto. La scuola, qualsiasi sia, è una sfida per molti studenti. “Topolino” è stato, ed è, ancora per molti una rete di salvezza, un aiuto, una sicurezza. Anche se, negli ultimi tempi, alcune direzioni scellerate avevano reso il settimanale molto scadente, la situazione sembra migliorare sotto la direzione di Valentina De Poli.

Infine, riteniamo affermare, come abbiamo appena notato, che imparare con un po’ di sano divertimento non fa mai male, anzi, getta le basi per un futuro florido e pieno di successi. E l’avvento delle nuove tecnologie non può che far bene ai bambini di oggi che diverranno gli adulti di domani. Provare per credere.

Davide Paolino

Filastrocca di aula365!

Ciao bambini, genitori ed insegnanti
un saluto voglio dare a tutti quanti!
Ora che posso fare la mia presentazione
vi dirò che aula 365 è il mio bel nome!
Vi starete domandando chi io sia
e ve lo voglio raccontare con questa poesia:
sono un portale innovativo e intelligente,
riesco a spiegare ogni cosa in modo divertente.
Le materie che io tratto sono tante
e posso farlo come fossi un insegnante!
Partendo dall’analisi matematica e dall’ecologia,
arrivo fino all’algebra, all’astronomia e alla biologia!
Non tralascio nemmeno l’aritmetica e la chimica,
io do anche nozioni di geometria e di fisica!
E non sono noioso e petulante
ma interattivo, creativo e stimolante!
Propongo solamente soluzioni sofisticate
come filmati educativi e infografie animate…
il divertimento quindi è sempre garantito,
andate nel settore dei fumetti … questo è un invito!
Una sezione ho riservato poi all’inglese,
è una delle lingue più importanti del paese!
Ma aspettate, ALT un momento,
è giusto fare un chiarimento:
io mi rivolgo a tutti quanti i bambini,
ho una sezione anche per i più piccini…
mi dedico infatti, con costanza,
alla bellissima scuola dell’infanzia!
Se vi siete incuriositi e mi volete visitare
l’indirizzo http://www.aula365.com/ dovete cliccare!
Con una semplice e gratuita registrazione
avrete un mese di prova a disposizione…
su bambini, su insegnanti,
cosa aspettate tutti quanti?
Iniziate pure la vostra navigazione,
ho i programmi scolastici del Ministero dell’istruzione!
E non dimenticate: sono la giusta strategia…
anche per un corretto approccio alla tecnologia!

Aula 365: working in progress

Cari lettori,

il nostro blog si sta vestendo di nuovo! Abbiamo provato a dare un tocco di personalità alla grafica inserendo i personaggi che popolano la community di Aula 365. In questo post vi raccontiamo cosa ci siamo proposti di fare e cosa sta accedendo dietro le quinte.

Abbiamo dipinto il nostro spazio con il colore del nostro portale, il blu. Vogliamo dar via alla nostra creatività raccontandovi di: “Notizie dal mondo scuola”, così da trovare le informazioni su tutto ciò che riguarda l’ambiente scolastico, le riforme in corso e le ultime discussioni per non perdere di vista nessuna novità.

Ci saranno “News da Aula365” dove potrete conoscere tutte le offerte e le novità presenti sul nostro portale, ma anche ciò che ci raccontano i nostri amici in Argentina che sono come i nostri papà. “Favole, racconti e filastrocche” sarà lo spazio della fantasia e della magia, dove si racconterà a bimbi, genitori, insegnati e appassionati storie e favole frutto della nostra immaginazione. Infine, vogliamo dedicare uno spazio per consigliarvi blog, siti e forum di interesse, inserendoli sotto il nome di “Link consigliati”.

E per completare l’idillio stiamo mettendo insieme i talenti di giovani copywriter per costituire una vera e propria redazione. Il legame che terrà ben unite le competenze che questi giovani porteranno in campo è innanzitutto la passione per l’innovazione tecnologica a servizio della magia e della fantasia dei più piccoli.

Nei prossimi post vi presenteremo il gruppo di appassionati che vi guiderà in questo mix di pensieri e parole in condivisione.

Buona lettura!

lunedì 28 settembre 2009

Aula365® diventa Aula1a1® ed entra in classe

Aula1a1®, la versione chiusa del portale pubblico http://www.aula365.com/, pensata ad uso esclusivo delle scuole, è stata oggetto di una sperimentazione nella provincia argentina di San Luis nell’ottica del progetto governativo “Todos los Chicos en la Red (“Tutti i bambini in rete”)

Aula1a1®,  vincitrice del premio Iberoamericano all’ Eccelenza Educativa viene sperimentata, nella provincia argentina di San Luis da oltre 1400 studenti che hanno generato oltre 130.000 accessi ai filmati educativi, per un totale di oltre 25.000 ore di apprendimento in solo metà anno scolastico 2008.

La suddetta piattaforma è stata scelta dalle autorità governative della provincia argentina di San Luis http://www.sanluis.aula1a1.com/ come parte integrante di un piano di inclusione digitale nelle scuole, finalizzato sia al miglioramento della qualità educativa degli studenti interessati dall’iniziativa, sia all’ ottenimento di uno sviluppo sociale in accordo ai parametri internazionali di progresso tecnologico. Nell’ area educativa di San Luis è stato definito il piano “Todos los Chicos en la Red” www.chicos.edu.ar, volto a misurare gli effetti sulla qualità dell’apprendimento generati dall’uso dei computer e dei software di supporto scolastico sugli studenti delle distinte località della provincia.

“Fino ad oggi, i maestri sono stati spettatori dell’arrivo della tecnologia nelle scuole. Adesso, con Aula1a1®, sono protagonisti della tecnologia in aula. I maestri ricercano nella piattaforma argomenti e materiale per poter arricchire la propria programmazione scolastica annuale ed allo stesso tempo sono in grado di generare propri contenuti utilizzando gli strumenti appositi”. Questa la filosofia sottesa alla diffusione della piattaforma.

I bambini hanno ricevuto, ciascuno, un notebook da utilizzare direttamente in aula ed insieme a questo anche un account personale per l’accesso alla piattaforma Aula1a1®. L’esperienza in San Luis ha coinvolto oltre ai 1400 bambini, più di 300 insegnanti in circa 27 scuole ed ha dimostrato che, l’utilizzo degli strumenti collaborativi e partecipativi ai fini dell’apprendimento, è valutato positivamente dai bambini perchè li motiva ad arricchirsi con le tante risorse multimediali interattive e divertenti disponibili nella piattaforma.

Link ad una lezione con Aula1a1®: http://www.youtube.com/watch?v=AW13Q2qW1QM&feature=related
 
Autrice: Daniela

venerdì 25 settembre 2009

Conoscete la nona arte? Ve la racconta Aula 365

Il fumetto è un’arte e come tale è degna di essere ascoltata e osservata.
A raccontarcela è uno dei tanti blog di Aula 365 dal quale prende avvio il post di oggi.  Vogliamo raccontarvi la storia e l'arte del fumetto in più puntate, proprio come un vero racconto degno di note illustri. Iniziamo con qualche definizione e pochi cenni sullo sviluppo.

Il fumetto è il cinema dei poveri” soleva sempre dire GianLuigi Bonelli, creatore di Tex Willer e indiscusso pilastro del fumetto italiano. Sessant’anni fa iniziò la sua ascesa raccontando le storie di un ranger, nell’America del selvaggio west. Tra indiani amichevoli e illusionisti malefici, tra assalti alle diligenze e piccoli banditi, si formò il successo di una delle serie più amate e, ancora oggi, più vendute in Italia.

Ma il fumetto è arte o semplice divertimento per bambini? Per inventare una storia bisogna, obbligatoriamente, saper disegnare? Le risposte sono semplici, per quanto complesse.

Come ci voleva far capire il già citato Bonelli:, un fumetto è come andare al cinema, solo che non abbiamo bisogno di registi, attori, costumi e scenografia. Abbiamo bisogno solo di una buona storia e di una mano che la disegni. Infatti per iniziare un progetto, una storia, una collana di albi, o una graphic novel, abbiamo bisogno di almeno un autore e un disegnatore(che, in casi eccezionali, può essere una persona singola).

Lo sceneggiatore è colui che scrive le tavole. Prima inventa la storia. Poi, per ogni pagina, descrive ciò che avviene in ogni singola vignetta. Ci aggiunge dialoghi, onomatopee(i cosidetti “bang”, “bau” e simili), e invia tutto al disegnatore che legge le descrizioni e disegna secondo le direttive dello sceneggiatore. Molte volte può accadere che, insieme, i due, decidano di modificare alcune vignette o, certe volte, particolari azioni vengono lasciate alla fantasia del disegnatore.

Ricordiamo, a chi non lo sapesse, che il fumetto è arte, pura e geniale. Migliaia di storie, aneddoti, e capolavori girano nel mondo delle nuvole parlanti. Basti pensare a come centinaia di film siano trasposizioni di fumetti. Citiamo solo alcuni nomi quali “Spider-Man”, “X-Men” e “Watchmen” in America, “Asterix” in Francia e, in futuro, “Dylan Dog”, fumetto di successo italiano che, quest’anno, sarà al cinema in una produzione completamente americana, quindi sarà probabile notare delle notevoli discordanze tra l’opera in carta stampata e al cinema.

La nostra terra, è un porto di notevoli talenti. Centinaia di pubblicazioni invadono le nostre edicole e fumetterie. In questo periodo molti artisti, prevalentemente disegnatori, stanno esportando le proprie tavole in America. Il mercato però è sempre piatto. I successi sono uno ogni quinquennio. E di veri e propri, oltre al già citato Tex, c’è solo Dylan Dog, Rat-Man, e John Doe. Senza dimenticare che la Disney Italia è, per molti, il punto di forza fumettistico della grande casa editrice mondiale. Gli autori italiani sono quelli più premiati all’estero, basti citare Giorgio Cavazzano, padre di una miriade di personaggi italici e il compianto Giovan Battista Carpi che, anni fa, venne insignito della laurea Honoris Causa in Scienze dell’Educazione. Infatti il settimanale “Topolino” è ed è stato compagno nell’infanzia e nella crescita di milioni di persone dal 1949 ad oggi.

In sintesi, la nona arte è un mondo florido e pieno di vita, oltre che avventura pura. Nei prossimi post vi racconteremo delle differenze tra i vari tipi di fumetto che è possibile creare. Intanto, un ottimo riassunto del nostro post potete trovarlo sul già citato blog di Aula 365.



Autore: Davide Paolino