Il 5 febbraio 2013 si è celebrato il Safer Internet Day 2013 - giornata europea dedicata alla sicurezza in rete dei Ragazzi.
Il programma Safer Internet si propone di promuovere l'utilizzo sicuro di internet nonché delle nuove tecnologie on-line, con particolare attenzione nei confronti dei bambini, lotta ai contenuti illegali e in generale, contenuti non desiderati dagli utenti, in un approccio di collaborazione coordinato dall'Unione Europea. La manifestazione internazionale viene organizzata ogni anno dall'ente Insafe al fine di promuovere un utilizzo più responsabile delle tecnologie legate ad internet ed ogni anno vengono organizzati centinaia di eventi in tutto il mondo riguardanti la prevenzione dei pericoli legati alla navigazione in internet. Nella sua prima edizione (2004) questa giornata ha coinvolto 14 nazioni, quest'anno invece è stata celebrata in 90 paesi. Infatti negli anni l'organizzazione della manifestazione si è allargata sempre più, fino a comprendere gli attuali 41 comitati e 34 enti che lavorano a stretto contatto con il team di Insafe, che ha la propria sede a Bruxelles.
Il tema di questa edizione è stato: Responsabilità e diritti nella rete.
INFO :www.saferinternetday.org e www.sicuriinrete.it
In riferimento al Safer Internet Day, pubblichiamo nella sua interezza, un articolo molto interessante e che ci spinge ad una profonda riflessione sul Cyberbullismo
Fonte: http://www.disal.it
« … Scuola digitale: MIUR, Interno e Polizia Postale contro il cyberbullismo
"Entro 6 mesi web commissariato". Cyberformazione per i prof
Tecnicadellascuola.it - 05/02/2013
Nel giorno della sicurezza su internet, 'Safer internet day', Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale, annuncia un web-commissariato, uno sportello on line per rispondere alle domande sulle insidie della Rete. Nella scuola italiana serve un piano di cyber-formazione per presidi e insegnanti. Alla presenza del ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, Apruzzese ha annunciato, riferisce l’agenzia Dire, che "entro il primo semestre dell'anno sarà strutturato un nuovo commissariato. Faremo vedere la Polizia Postale nella Rete e sui social network, affinchè i ragazzi ci possano comunicare situazioni di disagio. Entro il primo semestre dell'anno cercheremo di esservi vicini comparendo nella Rete".
Apruzzese ha poi spiegato che "sono cresciuti i furti identità fra i ragazzi sul web".
Nella scuola italiana serve un piano di 'cyber-formazione' per presidi e insegnanti. E il ministero "ci sta lavorando", commenta il ministro Profumo.
E il ministro ha continuato, dicendo: "La scuola ha la necessità di essere allineata ai tempi ed è un grande veicolo di formazione perchè ogni azione coinvolge metà del Paese. Oggi la scuola italiana ha sempre di più la necessità di avviare un processo educativo per i cittadini di domani che saranno sempre più di tipo 'cyber'. Dobbiamo dargli strumenti per stare in questo mondo cyber. Serve una cybereducation per i nostri ragazzi e serve anche una educazione alla cybersecurity a partire dalle prime classi elementari". Per questo bisogna "avviare un grande progetto e investire di più sulla formazione degli insegnanti".
Per Profumo serve un "progetto non di breve termine. Serve un'educazione continua degli insegnanti. Stiamo lavorando ad un piano di formazione dei docenti in questo senso. Intanto abbiamo avviato il processo attraverso la formazione dei nuovi dirigenti (gli oltre 2mila assunti a settembre, ndr). Mi auguro- ha chiuso- che nel prossimo governo ci sia attenzione a questo processo e alla modernizzazione della scuola".
"È necessario sensibilizzare ed informare sull'importanza del corretto utilizzo di internet e trasmettere - a nuove e vecchie generazioni - la conoscenza dei rischi connessi all'uso improprio della rete ed ai pericoli che nasconde dietro immagini e colori seducenti". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri nel messaggio inviato in occasione della conferenza stampa di lancio del progetto 'Per un web sicuro', promosso dal Moige, il movimento dei genitori, con la collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Secondo Cancellieri "ci troviamo infatti oggi più che mai, a dover fronteggiare una rivoluzione che non e' solo di tipo tecnologico, ma che - rispetto a qualsiasi altro mass media tradizionale - modifica i linguaggi e le modalità di fruizione". Il ministro, infine, si augura che iniziative come quella di Moige e Polizia Postale "contribuiscano a creare e diffondere un approccio sempre più consapevole e responsabile alla navigazione e condivisione in rete"
Il personal computer è ormai nelle case di (quasi) tutti i minori italiani. Di conseguenza la connessione ad internet può avvenire nella quotidianità con tutti i rischi che comporta. Proprio la sicurezza sul web e' al centro della ricerca del Moige - il Movimento italiano genitori appena conclusa dall'Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale, presieduto da Tonino Cantelmi, condotta su un campione di circa 1.000 minori in Italia.
Da questa è emerso che 9 minori su 10 (l'87,8%) infatti navigano in rete quotidianamente. Nel particolare, il 39,4% utilizza il computer portatile mentre invece il 29,9% usa il mezzo dalla propria camera da letto: pratica scelta soprattutto da bambini in fascia d'età 11-13 anni (38,6%).
E non solo. Andando a spulciare i dati dello studio condotto dal movimento guidato dalla presidente Maria Rita Munizzi, che ha presentato oggi i dati presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza alla presenza del direttore della Polizia Postale, Antonio Apruzzese, emergono dati importanti relativamente a minori di età piuttosto bassa.
Se il 18% degli intervistati afferma di trascorrere in rete più di 3 ore al giorno, di questi, la metà, 5 su 10, ha dagli 11 ai 13 anni. Sono circa l'8% i bambini che, invece, si connettono ad Internet per più di 5 ore e hanno meno di 10 anni. "I nostri nuovi dati dimostrano quanto sia necessario far capire ai ragazzi, ma anche ai genitori e ai nonni, quali insidie puo' celare la rete, primi tra tutti la pedopornografia e il cyberbullismo, pericoli reali e non virtuali che possono danneggiare in maniera grave l'integrità e l'incolumità dei nostri figli. Occorre, pertanto, massima attenzione da parte di tutti, famiglie e educatori, per diffondere la cultura dell'uso corretto di internet", ha dichiarato la presidente Munizzi.
Per quanto riguarda il controllo da parte dei genitori sui giovani internauti, i minori dai 6 ai 10 anni sul web senza la presenza del genitore sono il 31,2%, percentuale che sale, 7 su 10 (72,5%), per la classe dagli 11 ai 13 anni, fino ad arrivare alla quasi totalità nella fascia che prevede i ragazzi dai 14 ai 20 (8 ragazzi su 10 sono privi del controllo diretto di un adulto). La socializzazione e il divertimento sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: chattare (22,6%) e' l'attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di ascoltare musica (20,3%), e infine giocare (17%).
Il 14% degli intervistati afferma, poi, di provare sempre o spesso forti emozioni quando si connette, il 5% risponde di preferire Internet a uscire con gli amici e il 16% dichiara di connettersi per distrarsi da emozioni spiacevoli.
Internet è diventato un 'luogo' di incontro: di fatto il 26% degli intervistati lo utilizza per cominciare nuove amicizie, il 15% dei ragazzi afferma di possedere in egual numero amici su Internet rispetto al mondo reale e addirittura l'8% afferma di possederne di piu' nel mondo del web.
Le relazioni affettive nate in rete interessano il 9% dei giovani, la percentuale sale al 16% per la fascia 14-20. Per quanto riguarda la suggestione che il computer suscita nei confronti dei ragazzi il 37% degli intervistati afferma che spesso o sempre il tempo davanti al pc trascorre senza che loro se ne accorgano, il 21% attende con ansia il momento in cui si può collegare ad Internet e il 24% dei ragazzi afferma di non riuscire a rimanere tranquillo se per un giorno non può navigare. I social network sono molto utilizzati: 6 su 10 (61%) dei ragazzi intervistati dichiara di esserci iscritto. Domina Facebook: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono.
Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, sono molto blande: solo il 18,6% impartisce dei limiti di tempo nell'utilizzo del computer ai loro figli contro il 35% che non si e' mai posto questo problema. Per quanto riguarda la fascia d'età 6-10, solo 3 genitori su 10 (32,7%) sono attenti all'utilizzo che i loro figli fanno di internet (ma solo il 9% se i figli hanno tra gli 11 e i 17 anni). Mentre l'11% dei ragazzi dichiara di visitare siti non adatti alla loro età, sono il 20% coloro che affermano di cancellare la cronologia sul computer per non farla vedere ai propri genitori. Inoltre, un minore su tre (30%) afferma di utilizzare raramente la propria identita' quando e' collegato e il 28% ha fatto amicizia con estranei. Ancora più preoccupanti sono i dati riscontrati per gli appuntamenti al buio: il 14% degli intervistati ha incontrato le persone conosciute su Internet e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il suo numero di cellulare con gli estranei contattati tramite chat. “
Aula365 che si rivolge principalmente al mondo dell’infanzia, sensibile a queste tematiche, tutela i propri utenti in maniera tale che possano muoversi in piena sicurezza all’interno della piattaforma grazie ad un monitoraggio continuo e costante. L’Edutainment non può esistere senza la sicurezza e la tutela della privacy dei nostri utenti.
Aula365 vi invita quindi ad imparare, divertendovi, ma in totale sicurezza!
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
mercoledì 13 febbraio 2013
SAFER INTERNET DAY 2013
Il 5 febbraio 2013 si è celebrato il Safer Internet Day 2013 - giornata europea dedicata alla sicurezza in rete dei Ragazzi.
Il programma Safer Internet si propone di promuovere l'utilizzo sicuro di internet nonché delle nuove tecnologie on-line, con particolare attenzione nei confronti dei bambini, lotta ai contenuti illegali e in generale, contenuti non desiderati dagli utenti, in un approccio di collaborazione coordinato dall'Unione Europea. La manifestazione internazionale viene organizzata ogni anno dall'ente Insafe al fine di promuovere un utilizzo più responsabile delle tecnologie legate ad internet ed ogni anno vengono organizzati centinaia di eventi in tutto il mondo riguardanti la prevenzione dei pericoli legati alla navigazione in internet. Nella sua prima edizione (2004) questa giornata ha coinvolto 14 nazioni, quest'anno invece è stata celebrata in 90 paesi. Infatti negli anni l'organizzazione della manifestazione si è allargata sempre più, fino a comprendere gli attuali 41 comitati e 34 enti che lavorano a stretto contatto con il team di Insafe, che ha la propria sede a Bruxelles.
Il tema di questa edizione è stato: Responsabilità e diritti nella rete.
INFO :www.saferinternetday.org e www.sicuriinrete.it
In riferimento al Safer Internet Day, pubblichiamo nella sua interezza, un articolo molto interessante e che ci spinge ad una profonda riflessione sul Cyberbullismo
Fonte: http://www.disal.it
« … Scuola digitale: MIUR, Interno e Polizia Postale contro il cyberbullismo
"Entro 6 mesi web commissariato". Cyberformazione per i prof
Tecnicadellascuola.it - 05/02/2013
Nel giorno della sicurezza su internet, 'Safer internet day', Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale, annuncia un web-commissariato, uno sportello on line per rispondere alle domande sulle insidie della Rete. Nella scuola italiana serve un piano di cyber-formazione per presidi e insegnanti. Alla presenza del ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, Apruzzese ha annunciato, riferisce l’agenzia Dire, che "entro il primo semestre dell'anno sarà strutturato un nuovo commissariato. Faremo vedere la Polizia Postale nella Rete e sui social network, affinchè i ragazzi ci possano comunicare situazioni di disagio. Entro il primo semestre dell'anno cercheremo di esservi vicini comparendo nella Rete".
Apruzzese ha poi spiegato che "sono cresciuti i furti identità fra i ragazzi sul web".
Nella scuola italiana serve un piano di 'cyber-formazione' per presidi e insegnanti. E il ministero "ci sta lavorando", commenta il ministro Profumo.
E il ministro ha continuato, dicendo: "La scuola ha la necessità di essere allineata ai tempi ed è un grande veicolo di formazione perchè ogni azione coinvolge metà del Paese. Oggi la scuola italiana ha sempre di più la necessità di avviare un processo educativo per i cittadini di domani che saranno sempre più di tipo 'cyber'. Dobbiamo dargli strumenti per stare in questo mondo cyber. Serve una cybereducation per i nostri ragazzi e serve anche una educazione alla cybersecurity a partire dalle prime classi elementari". Per questo bisogna "avviare un grande progetto e investire di più sulla formazione degli insegnanti".
Per Profumo serve un "progetto non di breve termine. Serve un'educazione continua degli insegnanti. Stiamo lavorando ad un piano di formazione dei docenti in questo senso. Intanto abbiamo avviato il processo attraverso la formazione dei nuovi dirigenti (gli oltre 2mila assunti a settembre, ndr). Mi auguro- ha chiuso- che nel prossimo governo ci sia attenzione a questo processo e alla modernizzazione della scuola".
"È necessario sensibilizzare ed informare sull'importanza del corretto utilizzo di internet e trasmettere - a nuove e vecchie generazioni - la conoscenza dei rischi connessi all'uso improprio della rete ed ai pericoli che nasconde dietro immagini e colori seducenti". Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri nel messaggio inviato in occasione della conferenza stampa di lancio del progetto 'Per un web sicuro', promosso dal Moige, il movimento dei genitori, con la collaborazione della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Secondo Cancellieri "ci troviamo infatti oggi più che mai, a dover fronteggiare una rivoluzione che non e' solo di tipo tecnologico, ma che - rispetto a qualsiasi altro mass media tradizionale - modifica i linguaggi e le modalità di fruizione". Il ministro, infine, si augura che iniziative come quella di Moige e Polizia Postale "contribuiscano a creare e diffondere un approccio sempre più consapevole e responsabile alla navigazione e condivisione in rete"
Il personal computer è ormai nelle case di (quasi) tutti i minori italiani. Di conseguenza la connessione ad internet può avvenire nella quotidianità con tutti i rischi che comporta. Proprio la sicurezza sul web e' al centro della ricerca del Moige - il Movimento italiano genitori appena conclusa dall'Itci - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale, presieduto da Tonino Cantelmi, condotta su un campione di circa 1.000 minori in Italia.
Da questa è emerso che 9 minori su 10 (l'87,8%) infatti navigano in rete quotidianamente. Nel particolare, il 39,4% utilizza il computer portatile mentre invece il 29,9% usa il mezzo dalla propria camera da letto: pratica scelta soprattutto da bambini in fascia d'età 11-13 anni (38,6%).
E non solo. Andando a spulciare i dati dello studio condotto dal movimento guidato dalla presidente Maria Rita Munizzi, che ha presentato oggi i dati presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza alla presenza del direttore della Polizia Postale, Antonio Apruzzese, emergono dati importanti relativamente a minori di età piuttosto bassa.
Se il 18% degli intervistati afferma di trascorrere in rete più di 3 ore al giorno, di questi, la metà, 5 su 10, ha dagli 11 ai 13 anni. Sono circa l'8% i bambini che, invece, si connettono ad Internet per più di 5 ore e hanno meno di 10 anni. "I nostri nuovi dati dimostrano quanto sia necessario far capire ai ragazzi, ma anche ai genitori e ai nonni, quali insidie puo' celare la rete, primi tra tutti la pedopornografia e il cyberbullismo, pericoli reali e non virtuali che possono danneggiare in maniera grave l'integrità e l'incolumità dei nostri figli. Occorre, pertanto, massima attenzione da parte di tutti, famiglie e educatori, per diffondere la cultura dell'uso corretto di internet", ha dichiarato la presidente Munizzi.
Per quanto riguarda il controllo da parte dei genitori sui giovani internauti, i minori dai 6 ai 10 anni sul web senza la presenza del genitore sono il 31,2%, percentuale che sale, 7 su 10 (72,5%), per la classe dagli 11 ai 13 anni, fino ad arrivare alla quasi totalità nella fascia che prevede i ragazzi dai 14 ai 20 (8 ragazzi su 10 sono privi del controllo diretto di un adulto). La socializzazione e il divertimento sono le motivazioni principali che appassionano i ragazzi al web: chattare (22,6%) e' l'attività preferita dai giovani internauti, seguita dalla possibilità di ascoltare musica (20,3%), e infine giocare (17%).
Il 14% degli intervistati afferma, poi, di provare sempre o spesso forti emozioni quando si connette, il 5% risponde di preferire Internet a uscire con gli amici e il 16% dichiara di connettersi per distrarsi da emozioni spiacevoli.
Internet è diventato un 'luogo' di incontro: di fatto il 26% degli intervistati lo utilizza per cominciare nuove amicizie, il 15% dei ragazzi afferma di possedere in egual numero amici su Internet rispetto al mondo reale e addirittura l'8% afferma di possederne di piu' nel mondo del web.
Le relazioni affettive nate in rete interessano il 9% dei giovani, la percentuale sale al 16% per la fascia 14-20. Per quanto riguarda la suggestione che il computer suscita nei confronti dei ragazzi il 37% degli intervistati afferma che spesso o sempre il tempo davanti al pc trascorre senza che loro se ne accorgano, il 21% attende con ansia il momento in cui si può collegare ad Internet e il 24% dei ragazzi afferma di non riuscire a rimanere tranquillo se per un giorno non può navigare. I social network sono molto utilizzati: 6 su 10 (61%) dei ragazzi intervistati dichiara di esserci iscritto. Domina Facebook: quasi 9 ragazzi su 10 lo preferiscono.
Le misure di controllo e prevenzione adottate dai genitori, di fatto, sono molto blande: solo il 18,6% impartisce dei limiti di tempo nell'utilizzo del computer ai loro figli contro il 35% che non si e' mai posto questo problema. Per quanto riguarda la fascia d'età 6-10, solo 3 genitori su 10 (32,7%) sono attenti all'utilizzo che i loro figli fanno di internet (ma solo il 9% se i figli hanno tra gli 11 e i 17 anni). Mentre l'11% dei ragazzi dichiara di visitare siti non adatti alla loro età, sono il 20% coloro che affermano di cancellare la cronologia sul computer per non farla vedere ai propri genitori. Inoltre, un minore su tre (30%) afferma di utilizzare raramente la propria identita' quando e' collegato e il 28% ha fatto amicizia con estranei. Ancora più preoccupanti sono i dati riscontrati per gli appuntamenti al buio: il 14% degli intervistati ha incontrato le persone conosciute su Internet e il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni ha scambiato il suo numero di cellulare con gli estranei contattati tramite chat. “
Aula365 che si rivolge principalmente al mondo dell’infanzia, sensibile a queste tematiche, tutela i propri utenti in maniera tale che possano muoversi in piena sicurezza all’interno della piattaforma grazie ad un monitoraggio continuo e costante. L’Edutainment non può esistere senza la sicurezza e la tutela della privacy dei nostri utenti.
Aula365 vi invita quindi ad imparare, divertendovi, ma in totale sicurezza!
Etichette:
apprendimento on line,
e-learning,
internet,
safer internet day,
web 2.0
venerdì 1 febbraio 2013
Competir e Aula365 al Bett 2013 di Londra!
La mostra più grande al mondo sull’educazione e la tecnologia accoglie a Londra la nuova versione 3.0 di Aula365 Speedy e il giornale interattivo Kids News: Aula365 si presenta così come il primo media educativo al mondo!
Vieni a conoscere il nostro stand: http://www.aula365.com/bett-2013.
Aula365: learn different!
Etichette:
apprendimento on line,
bett 2013,
digitalizzazione,
e-learning,
internet,
scuola digitale,
web,
web 2.0
venerdì 7 dicembre 2012
“Tradizione e innovazione per la scuola del XX Secolo".
Vogliamo pubblicare la lettera-saggio che il sottosegretario all'Istruzione, il maestro Marco Rossi Doria, ha inviato a Repubblica.it per rispondere al collega Franco Lorenzoni, in riferimento alle polemiche che la lettera "Fino a otto anni scuole libere dai computer" dello stesso Lorenzoni ha suscitato. Ecco la risposta del maestro Marco Rossi Doria.
“ … Una trasmissione televisiva mi ha offerto pochi giorni fa l'occasione molto gradita di ricordare il maestro Alberto Manzi nell'anniversario della sua morte. Fu il protagonista di una delle esperienze pioneristiche per la cultura e l'istruzione nell'Italia del boom. Anziane signore imparavano a leggere e scrivere guadando la tv. Ho l'età per ricordarne alcune che seguivano quelle puntate con penna e quaderno nel piccolo bar del paesino che frequentavo da ragazzino. "Non è mai troppo tardi" diventava lo slogan di una generazione che non era andata scuola e che imparava a leggere in età adulta. Nelle scuole serali e attraverso i programmi della RAI.
In molti, all'epoca, guardavano con sospetto la TV e con ancor più diffidenza la sua pretesa di farsi alfabeto, cultura, istruzione popolare. E in effetti, dopo quella breve stagione, la televisione ha svolto in prevalenza altri ruoli meno nobili.
Voglio partire da qui per rispondere alla graditissima provocazione di Franco Lorenzoni, che propone di mantenere le classi elementari prive di dispositivi multimediali fino agli otto anni.
La scuola, soprattutto quella di base, da un lato deve costruire la possibilità della cittadinanza, insegnando a leggere, a scrivere, a capire testi, a misurare, a porsi domande di senso sulle cose e sul mondo, a usare un metodo di indagine e di discussione, ecc. Non lo si dice abbastanza: ancora oggi tutto questo è necessario, serve, eccome. Per questo lo abbiamo ribadito e - credo - ben declinato nelle Indicazioni nazionali per il curricolo che invito a leggere. Al contempo la scuola ha certamente una vocazione compensativa: vi si fanno cose che si fanno poco altrove. A scuola si ascolta e parla l'Italiano quando a casa e per strada si parlava o si parla il dialetto o una lingua non italiana, si va a teatro o si montano spettacoli quando non vi è altrimenti questa possibilità, si ascolta e si suona la musica classica, si costruiscono video invece di stare imbambolati davanti alla tv, si imparano a leggere i giornali lì dove a casa ciò accade meno, ecc. E si deve certamente insistere - su questo Franco Lorenzoni ha molta ragione - nel creare continue occasioni per prendere contatto diretto con le materie e con il fare - con l'esperienza reale, in un mondo pieno di esperienza virtuale.
Quando avevo poco più di vent'anni e i miei alunni costruivano aquiloni, con loro studiavo cosa era il vento guardando insieme i loro aquiloni e poi le mappe e chiedendo loro di segnarsi le parole dette durante i minuti del meteo in tv la sera per parlarne il giorno dopo e capirne il senso. Oggi farei costruire gli aquiloni innanzitutto e poi navigherei con loro nella rete per capire da dove viene il vento e perché, ma dopo aver "provato" molte volte il vento che tende lo spago dell'aquilone da imparare a costruire insieme.... Pelare patate per cucinarle insieme, manipolare la creta, dipingere con le dita e il pennello usando le terre, riconoscere l'odore delle spezie a occhi bendati, costruire giochi di legno con colle, martello e chiodi, camminare in un bosco, ri-insegnare a guardare il cielo e conoscere le stelle, come fa Franco da moltissimi anni... Certamente sì. E' un'indispensabile opera educativa a carattere compensativo. Che non è solo urgente rispetto ad assetti di apprendimento dove il corpo e il rapporto tra mani, sensi e mente vengono messi quasi di lato. E' una cosa che funziona, che entusiasma i bambini, che li fa maturare nelle emozioni e nella mente, che crea curiosità a catena, che riporta le cose in equilibrio ecc.
Dunque, non si tratta certo di appiattire il dibattito al solito scontro tra tifosi della tecnologia e suoi avversari.
E capisco bene il senso della provocazione. Poi io personalmente non credo nel vietare una cosa che già è, che si muove nel quotidiano dei bambini a età molto precoci, pre-scolari. Non funziona vietare. Molto importante, invece, è ragionare pubblicamente se non sia giunta l'ora di recuperare il senso dell'esperienza di Alberto Manzi per quel che può insegnare a noi oggi su un ri-uso più ricco, critico, vario anche delle tecnologie nel fare scuola in un nuovo momento di grandi stravolgimenti culturali, che investono il modo stesso di apprendere. Il passaggio alla tecnologia e all'informazione multimediale rappresenta uno dei più grandi cambiamenti della storia dell'umanità. Una cosa altrettanto radicale probabilmente accadde qualche millennio fa tra il Tigri e l'Eufrate, quando qualcuno incise per la prima volta le parole cantate tramutandole in segni su una tavoletta di argilla. Si tratta di una rivoluzione che cambia abitudini, comportamenti, distanze. Che cambia persino il funzionamento del cervello, della memoria, della concentrazione. E quindi cambia anche l'apprendimento dei cosiddetti "nativi digitali".
Come la scuola debba relazionarsi a questo grande cambiamento è tema centrale della riflessione pedagogica e culturale contemporanea. Chiama in causa la visione che abbiamo della scuola e del suo ruolo nel XXI secolo. Mentre ciò accade, io continuo a pensare che sia necessaria una nuova, grande alfabetizzazione del Paese. Un'alfabetizzazione funzionale, come insegna Tullio De Mauro, che riprenda con forza le finalità del capire la complessità del mondo attraverso una solida palestra iniziale. E credo che in questa palestra - la scuola - ci sia, insieme, spazio e necessità per l'esperienza diretta che si va perdendo e che va salvata e per le tecnologie che comunque sono date ai bambini già dalla tenerissima età e che spetta alla scuola usare in modo più ampio, intelligente, fantasioso, insieme e non contro la scrittura a mano e ogni esperienza diretta. Non credo che i tablet debbano sostituire tutto, non lo credo affatto. La testa ben fatta la si favorisce oggi - questa è la sfida - nei due modi insieme. E l'alfabetizzazione oggi vuol dire un'alfabetizzazione anche informatica, ma non ristretta alle funzioni racchiuse nelle pratiche diffuse e mai esclusiva..
L'Italia è riuscita solo molto in parte a garantire alfabetizzazione negli ultimi decenni. Lo dicono bene i dati. Solo il 20% della popolazione italiana è in grado di capire il significato di un testo breve, un ragazzo su cinque abbandona la scuola prima del diploma o di una qualifica professionale. E 300mila bambini, secondo Save the Children, non hanno la possibilità di aprire un libro, andare al cinema, praticare uno sport, navigare su Internet.
Facciamo le due cose insieme. Insomma, concordo pienamente con Franco Lorenzoni: si impara dappertutto e in tanti modi. I bambini devono uscire da scuola insieme agli insegnanti, correre, giocare in modo strutturato e non, esplorare, fare esperimenti, colorare, disegnare, progettare e costruire. Devono avere un contatto con la realtà, profondo, ripetuto e quotidiano, che coinvolga, come è ovvio, tutti i sensi e li aiuti a regolarsi con le cose, i viventi e le situazioni reali, prima ancora che con i loro corrispettivi virtuali. Devono socializzare all'interno di un patto educativo, trovando nella relazione con l'adulto una sponda solida e serena per la propria crescita entro contesti esplorativi diretti e non solo virtuali. Poi però - diciamolo - vanno a casa e trovano mamma e papà e nonni, tablet e pc, cellulari e videogames. Queste tecnologie fanno parte del loro spazio e del loro tempo spesso in modo non mediato, a volte senza limiti né regola o con un uso anche molto "povero". E' importante che la scuola sappia misurarsi e trattare anche con tutto questo.
Con quali tempi, modi e strumenti questo sia possibile, lo stanno scoprendo giorno dopo giorno tanti insegnanti che soprattutto nella scuola primaria non hanno mai smesso di sperimentare e innovare e sono capaci da sempre di imparare qualcosa dal modo con cui bambini e ragazzi si relazionano con il mondo circostante e apprendono. Occorre nei prossimi anni fare una ricognizione di quanto realizzato, valutare attentamente gli apprendimenti, punti di forza e di debolezza. E se già oggi un correttivo a favore delle esperienze dirette è necessario, spingiamo in questa direzione. E che ci sia una grande discussione nazionale che senza chiusure preconcette né ottimismo acritico sappia individuare il ruolo che le nuove tecnologie per la didattica possono acquisire nelle diverse fasi evolutive.”
Fonte La Repubblica.it
venerdì 30 novembre 2012
Grazie ad Aula365, ‘Telefónica’ ottiene il premio alla creatività imprenditoriale!
Il premio riconosce i contributi della creatività aziendale a vantaggio dei consumatori e degli utenti.
A ‘Telefónica’ Perù, azienda leader nelle telecomunicazioni, è stato riconosciuto con il "Creatividad Empresarial ", premio nella categoria Utility per la sua "Aula365", un progetto che consiste in una rete di supporto sociale che accompagna gli studenti delle scuole durante tutte le fasi del loro apprendimento.
I vantaggi di questo progetto includono la possibilità per gli studenti di accedere ai contenuti didattici multimediali, nonché l'accesso a risorse esclusive, come la possibilità di avere un insegnante virtuale che risponde a qualsiasi domanda, corsi d’inglese on-line e molto altro ancora.
Si tratta di 4000 risorse interattive tra film, video e giochi.
Va notato che l'anno scorso, Telefónica ha ricevuto il premio nella categoria Utility di "Creatividad Empresarial " con’Wayra’.
Questo progetto cerca di individuare, promuovere e accelerare lo sviluppo di ‘imprenditori tecnologici’ con talento nel paese e nella regione, attraverso l'investimento di 1 milione di dollari all'anno per lo sviluppo di 20 progetti.
"La Creatividad Empresarial " è il premio più prestigioso in Perù che è stato creato 16 anni fa dall'Università peruviana di Scienze Applicate (UPC) al fine di riconoscere i contributi più importanti della creatività nel mondo degli affari, con un impatto significativo sul vantaggio dei consumatori e gli utenti.
GRAZIE AULA365!
Fonte LaRepublica.pe
venerdì 26 ottobre 2012
LA SCUOLA DIGITALE: da un progetto di Microsoft
«La scuola digitale» è il titolo del progetto che Microsoft Italia ha favorito e sviluppato nelle scuole di Peschiera Borromeo. Lo scopo è stato quello di stimolare alunni e insegnanti nell’uso di strumenti informatici a supporto della didattica. Il progetto, iniziato a febbraio, si è chiuso nei giorni passati e il bilancio di quest’avventura è stato positivo. Sono stati coinvolti ben 160 studenti e quindici insegnanti degli Istituti comprensivi Montalcini e De André.
Professori e allievi hanno avuto a disposizione il Kit for Kids, in altre parole programmi del pacchetto Office in versioni under quindici, per sei mesi. Attraverso ricerche in rete, presentazioni in power point, grafici in excel, lavagne interattive, materiali preparati sul pc di casa e portati in classe con le chiavette, gli studenti sono stati introdotti ‘nell’era digitale’. In realtà i giovani vivono in quest’era da molto tempo al di fuori della scuola. questa volta però, anche i professori si sono affacciati al mondo digitale, grazie alla correzione dei compiti per via informatica.
Il progetto di Peschiera non termina qui ma prosegue grazie a nuovi strumenti informatici messi a disposizione da parte di Microsoft. Qualcosa di simile è stato promosso, anche, nelle scuole di Montelupo Fiorentino e Calvano (Napoli).
Forse, finalmente, attraverso l’introduzione della tecnologia, il mondo degli studenti si è avvicinato a quello della scuola? In questo caso, la tecnologia sarebbe la soluzione giusta e anche Aula365 ne farebbe parte!
mercoledì 9 maggio 2012
9 Maggio: La Festa dell’Europa
Il 9 maggio 1950 il ministro francese degli affari Robert Schuman presentò la proposta di creare un'Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. La cosiddetta "Dichiarazione Schuman", è considerata quindi, l'atto di nascita dell'Unione Europea. Il 9 maggio si celebra la Festa dell’Europa, che, insieme alla bandiera, all’inno alla gioia, al motto “Unita nella diversità” e alla moneta unica (l'euro), simboleggiano l’Unione europea.
Storia della bandiera.
Essa rappresenta non solo il simbolo dell'Unione europea ma anche quello dell'unità e dell'identità dell'Europa in generale. La corona di stelle dorate rappresenta la solidarietà e l'armonia tra i popoli d'Europa.
Il numero delle stelle non dipende dal numero degli Stati membri. Le stelle sono dodici in quanto il numero dodici è tradizionalmente simbolo di perfezione, completezza ed unità. La bandiera rimarrà pertanto invariata a prescindere dai futuri ampliamenti dell'Unione europea.
La storia della bandiera europea ha inizio nel 1955. All'epoca, l'Unione europea esisteva solo sotto forma di Comunità europea del carbone e dell'acciaio, con solo sei Stati membri. Diversi anni prima era stato tuttavia istituito un organismo separato con un numero maggiore di partecipanti - il Consiglio d'Europa - impegnato nella difesa dei diritti umani e nella promozione della cultura europea. Il Consiglio stava valutando all'epoca quale simbolo adottare. Dopo varie discussioni, venne adottato l'attuale disegno: un cerchio di dodici stelle dorate in campo azzurro. In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresentata la completezza. Si tratta inoltre ovviamente del numero dei mesi dell'anno e delle ore indicate sul quadrante dell'orologio. Il cerchio è tra l'altro un simbolo di unità. Il Consiglio d'Europa incoraggiò in seguito le altre istituzioni europee ad adottare la medesima bandiera e nel 1983 il Parlamento europeo accolse l'invito. Nel 1985 la bandiera venne infine adottata da tutti i capi di Stato e di governo dell'UE come emblema ufficiale dell'Unione europea, denominata all'epoca Comunità europea. Tutte le istituzioni europee utilizzano la bandiera dall'inizio del 1986.
La bandiera europea è l'unico emblema della Commissione europea, l'organo esecutivo dell'UE. Le altre istituzioni e organi dell'UE hanno un proprio emblema oltre alla bandiera europea.
L’Inno alla gioia.
Si tratta dell'inno non solo dell'Unione europea ma anche dell'Europa in generale. La melodia è quella della Nona Sinfonia, composta nel 1823 da Ludwig van Beethoven. Per il movimento finale della sinfonia, Beethoven musicò l'"Inno alla gioia" composto nel 1785 da Friedrich von Schiller. Il poema esprime la visione idealistica di Schiller sullo sviluppo di un legame di fratellanza fra gli uomini, visione condivisa da Beethoven. Nel 1972 il Consiglio d'Europa (il medesimo organismo che concepì la bandiera europea) adottò il tema dell'"Inno alla gioia" di Beethoven come proprio inno. Il celebre direttore d'orchestra Herbert von Karajan fu incaricato di scrivere tre adattamenti strumentali, per piano solo, per archi e per orchestra sinfonica. Senza parole, con il linguaggio universale della musica, questo inno esprime gli ideali di libertà, pace e solidarietà perseguiti dall'Europa. Nel 1985 venne adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE come inno ufficiale dell'Unione europea. Non intende sostituire gli inni nazionali degli Stati membri ma piuttosto celebrare i valori che essi condividono e la loro unità nella diversità.
Unita nella diversità è il motto dell’Unione europea.
Il motto sta ad indicare che, attraverso l’Unione europea, gli europei operano unitamente per la pace e la prosperità e che le molte e diverse culture, tradizioni e lingue presenti in Europa costituiscono la ricchezza del continente.
Fonte: europa.eu
mercoledì 8 febbraio 2012
Il ‘Safer Internet Day’

Il 7 febbraio si è celebrato il “Safer Internet Day”, la giornata europea dedicata alla sicurezza online, istituita dalla Commissione Europea, all’interno del Safer Internet Programme.
L’evento quest’anno ha trattato in maniera specifica la comunicazione tra le differenti generazioni e nello specifico la tutela dei minori in rete.
Il termine ‘Connecting Generations’ sta a significare, infatti, l’attività atta a incoraggiare la comunicazione tra generazioni differenti, adulti e giovani, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e interattive.
Numerose le iniziative che si sono svolte durante la giornata.
A Roma il Presidente della Camera ha ospitato il Comitato consultivo del Centro Giovani Online, un network di 50 organizzazioni - istituzioni, società scientifiche, media, aziende ICT e di telefonia mobile, associazioni e università- volto alla tutela di bambini e adolescenti nel web.
Il fenomeno presenta ad oggi delle cifre sorprendenti. Secondo i dati resi pubblici durante il Safer Internet Day, il 26% dei bambini, oggi, ha un profilo pubblico su un social network. Il 12% dei giovani, di età compresa tra i 9 e i 16 anni, ha dichiarato inoltre di esser stato “importunato” in rete ma solo il 44% dei genitori ne sarebbe a conoscenza. Molti genitori, inoltre, non monitorano l’attività online dei propri figli.
Tra le altre iniziative previste durante la giornata, va segnalata "Alice nel Paese di Internet", realizzata in collaborazione con l'Istituto Europeo di Design di Torino: il progetto nasce per promuovere l'utilizzo più consapevole e sicuro di internet da parte dei bambini e per far acquisire loro, strumenti per muoversi con responsabilità e sicurezza in rete e conquistare una piena cittadinanza digitale.
Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il «Safer Internet Day 2012», la Polizia postale e delle comunicazioni e Google, membri del Comitato del Centro Giovani Online, organizzano workshop nelle scuole per un’edizione speciale del progetto “Non perdere la bussola”. L’obiettivo è di spiegare ai ragazzi che navigano in rete e frequentano social network «come sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi alla privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri».
Aula365 che si rivolge principalmente al mondo dell’infanzia, sensibile a queste tematiche, tutela i propri utenti in maniera tale che possano muoversi in piena sicurezza all’interno della piattaforma grazie ad un monitoraggio continuo e costante. L’Edutainment non può esistere senza la sicurezza e la tutela della privacy dei nostri utenti.
Aula365 vi invita quindi ad imparare, divertendovi, ma in totale sicurezza!
giovedì 6 ottobre 2011
La Giornata di Studio sulle nuove tecnologie didattiche per le scuole a Mantova e Aula365

Aula365 partecipa alla Giornata di Studio sulle nuove tecnologie didattiche per le scuole che si svolgerà presso l’I.C. San Giorgio di Mantova il giorno mercoledì 12 ottobre 2011.
Il Centro per la Sperimentazione delle Tecnologie Didattiche dell’ I.C. San Giorgio di Mantova organizza, con il patrocinio di ANSAS Lombardia e USR Lombardia, una giornata di studio sulle nuove tecnologie didattiche per le scuole.
Nel pomeriggio del 12 ottobre 2011, presso l’Istituto, avrà luogo l’evento dal titolo: “ lim…e oltre”.
Alle ore 14.15 sarà possibile registrarsi.
Dalle 14.30 il Dirigente dell’ I.C. San Giorgio di Mantova Ugo Zavanella, la Dirigente dell’U.S.T. di Mantova Francesca Bianchessi e l’ Assessore Provinciale all’ Istruzione di Mantova Francesca Zaltieri apriranno la conferenza con i saluti istituzionali.
Seguiranno la Prof.ssa Patrizia Gelmetti, Direttore ANSAS ex IRRE Lombardia, con un intervento dal titolo ‘L’esperienza LIM a livello regionale: risultati e prospettive’ e il Prof. Ugo Zavanella, Dirigente Scolastico CSTD - I.C. San Giorgio di Mantova, con un intervento dal titolo ‘C’era una volta la LIM’.
A partire dalle ore 16.00 Aula365 vi aspetta, presso l’Istituto, per visionare i contenuti presenti all’interno della piattaforma!
Vi aspettiamo per esplorare il nuovo modo di studiare, divertendosi con Aula365!
Etichette:
internet,
scuola digitale,
studenti,
web 2.0
Iscriviti a:
Post (Atom)




